massimo giusti psicologo coach

Una tecnica per l’equilibrio emotivo

Una tecnica per l’equilibrio emotivo

Una tecnica per l’equilibrio emotivo

In questo articolo ti presenterò una tecnica per migliorare l’equilibrio emotivo. Si tratta di un metodo che utilizzo spesso ed è alla base di molti altri strumenti che utilizzo in terapia e nel coaching. Lo faccio sia in un contesto aziendale che personale.

Qualsiasi corso tu abbia fatto per migliorare la gestione delle emozioni conteneva sicuramente alcuni elementi, e forse più di qualcuno, in comune con questo metodo. Io lo descrivo qui sotto nella versione originale adattata per l’autoapplicazione.

Padroneggiare questa tecnica ti permetterà di migliorare considerevolmente la gestione delle tue emozioni, questo avrà un impatto positivo sulla tua vita.

Il metodo che ti propongo serve a sviluppare la terza posizione percettiva. Per eseguirlo correttamente devi sapere di cosa si tratta.

La nostra specie tende a vivere le emozioni in tre modi differenti. La prima posizione è quella in cui vivi tutto sulla tua pelle. Sei tu nel mondo quando cammini, sei tu adesso mentre leggi. Accadono le cose, senti qualcosa.

La seconda posizione è meglio nota come empatia. Tu che senti le emozioni che prova l’altro. In realtà senti una tua rappresentazione personale delle emozioni che proveresti nei panni dell’altro.

La terza posizione è quella dell’osservatore esterno, sei tu che osservi te stesso mentre fai qualcosa.

Quando ricordiamo un episodio della nostra vita utilizziamo una delle tre posizioni sopra descritte. A te potrebbe sembrare normale ricordare dalla prima, seconda o terza posizione. Al tuo collega potrebbe sembrare normale ricordare da una posizione percettiva diversa dalla tua.

La terza posizione percettiva, quella dell’osservatore esterno, è la posizione di te mentre ti osservi.

Alcuni pensano che sia la posizione dell’oggettività, oppure la posizione in cui non provo nessuna emozione. Entrambe le credenze sono false. La terza posizione percettiva è quella in cui provi emozioni diverse da quelle che provi nella prima posizione percettiva. Semplice, forse banale ma incredibilmente efficace!

Quando la insegno la suddivido in gradi in difficioltà. Il primo è il più semplice, si apprende abbastanza alla svelta e serve a memorizzare i passaggi fondamentali della tecnica. Il secondo è un pochino più impegnativo. Permette di prendere la giusta distanza dalle esperienze spiacevoli che ci coinvolgono. Magari nelle discussioni con colleghi e amici. Il vicino di casa rompiscatole. E’ un metodo molto efficace per problemi della vita quotidiana dove tendiamo a rattristarci troppo facilmente o perdere la pazienza alla svelta.

Il terzo è l’ultimo livello che consiglio in autoapprendimento. Aiuta a prendere distanza da situazioni impegnative da un punto di vista emotivo dove avere lucidità e chiarezza è utile e vantaggioso. Apprendere correttamente tutti e tre gli step ti permetterà di migliorare significativamente la qualità della tua vita emotiva.

Se hai letto tutti gli articoli penso che tu abbia la motivazione giusta per apprendere e dunque ci siamo. Clicca sul link sottostante per leggere le istruzioni.

la tecnica dello specchio per la gestione delle emozioni

Lascia un commento