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Una storia di stalking trattata col New Code

Una storia di stalking trattata col New Code

Una storia di stalking trattata col New Code

La storia di Stalking di Nairobi.

 

La storia che descrivo rientra nella casistica di “vittime donne di stalking da ex partner”, sinteticamente “ex stalking”. Nairobi è un nome di fantasia che serve a tutelare la persona di cui sto parlando. Il caso di Nairobi rappresenta uno dei molti che sto trattando col New Code. E’ rappresentativo delle storie di stalking perché nelle sue linee essenziali è “da manuale”, questo lo rende raccontabile senza rischiare che la vittima sia riconoscibile. Presenta delle forti criticità in quanto la vittima ha una storia di vita molto complessa e dolorosa, in genere questa caratteristica rende le vittime estremamente vulnerabili, anche questo aspetto, sebbene non sia da manuale capita con una certa frequenza, alcuni stalker tendono a scegliere persone che vivono una situazione di difficoltà per sedurle e legarle a sé. Presenta inoltre una sintomatologia piuttosto evidente della sfera ansiosa che si è rifiutata di trattare farmacologicamente.

Nonostante ciò le risposte della cliente sono state nella media di quelle che attualmente ottengo col New Code.

 

Le vittime di persecuzione si trovano a vivere quello che alcuni ricercatori americani hanno definito molto bene con la definizione “sindrome post traumatica da persecuzione”.  La sindrome è descritta come un meccanismo di apprendimento ciclico. La vittima impara a prevedere i comportamenti del suo persecutore e a controbilanciarli in modo che cessino. Purtroppo per la vittima il persecutore riprende periodicamente a contattare la vittima in modi più o meno invadenti fino a quando ogni tentativo di porre fine alla faccenda si rivela fallimentare e la vittima perde il controllo delle sue reazioni emotive e della situazione.

 

Può capitare che la vittima abbia delle difficoltà a identificare il comportamento del suo ex partner come persecutorio, sebbene inconsciamente venga vissuto come tale (senso di paura, inquietudine, insonnia e altri comportamenti possono essere presenti prima che la vittima capisca cosa sta accadendo) razionalmente alcune vittime continuano a descriverlo come un comportamento particolarmente insistente che prima o poi finirà da solo. In questi casi deve accadere qualcosa di spaventante per rendersi conto della realtà che si sta vivendo. Per esempio un pedinamento notturno, una minaccia ad una persona a cui si vuol bene, oppure una situazione che vede coinvolti i figli sebbene in modo indiretto e marginale.

 

Secondo alcuni autori quando la vittima si trova a percepire un forte senso di pericolo per terze persone a cui è emotivamente legata riesce a percepire in maniera più distaccata (terza persona) la situazione che vive con l’ex partner, riuscendo così a comprendere quanto alcuni comportamenti siano eccessivi e inadeguati, in taluni casi persino potenzialmente pericolosi. In questi casi si presentano due scenari, la variabile fondamentale è il tempo. Se questo tipo di eventi accadono abbastanza presto nella storia di persecuzioni la vittima può non essere particolarmente esasperata (cioè in preda a reazioni emotive che non controlla ed elevati livelli di stress che solitamente impediscono una analisi razionale dei fatti). Se accadono in una fase avanzata della storia persecutoria contribuiscono sensibilmente a peggiorare lo stato psico – emotivo della vittima.

 

I meccanismi persecutori fino a qui esposti possono proseguire per mesi, a volte più di un anno, prima che la vittima chieda aiuto.

 

Nairobi non fa eccezione a questo modello, anche lei si presenta oramai esasperata, con molti sintomi che chiamiamo “ansia” o “depressione”. Si rifiuta di prendere farmaci.

 

Nel caso specifico Nairobi ha anche una storia di vita molto dolorosa, caratterizzata da abbandoni e varie forme di violenza che le hanno fatto passare anni della propria vita in una situazione di allarme. Per Nairobi certe sensazioni sono ben note e sa esattamente come sono fatte, perciò il suo organismo le richiama più facilmente. In questi casi la vittima, ogni volta che è in presenza di uno stimolo attivante (anche soltanto il ricordo che riaffiora nel raccontare le persecuzioni) richiama memorie passate sotto forma di sensazioni o persino immagini che non riguardano soltanto la situazione attuale ma la sua storia passata. In questi casi il rapporto di causa – effetto tra eventi e reazioni può essere confuso, riducendo la capacità di lettura della realtà. La vittima inizia ad attribuire le sue reazioni a eventi del passato anziché ai fatti del presente e può tralasciare dettagli importantissimi per aiutarla, sottovalutare quanto sta accadendo.

 

Usando il formato di cambiamento New Code ho lavorato sui contesti passati che Nairobi richiama alla mente quando racconta delle sue persecuzioni. Grazie a questo lavoro questo meccanismo si è interrotto aiutandola a capire che il passato non c’entra, ha un problema nel presente!

 

Grazie a questo cambiamento la vittima diventa maggiormente capace di analizzare i fatti in modo più freddo e distaccato, come se li vedesse dall’esterno. Questa capacità di analisi è ciò a cui mi riferisco in questo articolo con il termine “lucidità”. E’ un passaggio importante che permette alla vittima di non dover provare per forza quelle brutte sensazioni ogni volta che si parla o si ha a che fare con la sua situazione di stalking. Possono volerci dei mesi prima di raggiungere questo primo importantissimo traguardo, implementando il New Code nella psicoterapia è stato possibile in tre incontri.

 

Nelle sessioni successive abbiamo lavorato sulla creazione di uno stato positivo utilizzando la tecnica denominata “santuario”. Il metodo ha permesso a Nairobi di affrontare con “forza” questa situazione. Riferisce che quando avviene qualcosa che in passato le avrebbe distrutto la giornata adesso riesce persino a riderci sopra (riuscendo ad osservare la situazione in terza persona, cioè come se la osservasse dall’esterno, è maggiormente capace di prevedere le azioni del suo persecutore che prima le sembravano imprevedibili. Quando riesce a prevederle prova una certa soddisfazione perché riduce sensibilmente la sensazione di essere in balia degli eventi).

Nel caso specifico quando il suo stalker ha tentato di contattare dei suoi conoscenti per carpire informazioni su di lei anziché agitarsi è riuscita a riderci sopra.

La condizione di vittima di stalking è molto difficile. Le reazioni emotive che vengono etichettate con “ansia” o “depressione” si insinuano subdolamente, cioè in modo lento senza che la vittima se ne accorga. Quando la vittima capisce che la situazione non finirà da sola è oramai esasperata, riuscire a cambiare questo stato emotivo è di fondamentale importanza per due obiettivi: il primo è che la vittima torni ad avere una qualità della vita buona; la seconda è che si muova in tutte le vicissitudini legali che l’attendono in modo opportuno.

 

Nella mia esperienza di questi casi, svariate decine, le tecniche del New Code si sono rivelate le più efficaci in assoluto nel modulare gli stati emotivi della vittima. E’ sicuramente uno strumento utilissimo che raccomando a chiunque lavori in questo ambito.

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