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Una corretta comprensione e gestione emotiva

Una corretta comprensione e gestione emotiva

Una corretta comprensione e gestione emotiva

In questo articolo troverai tutte le informazioni per una corretta comprensione e gestione emotiva, nella vita quotidiana e sul lavoro.

“Quando ti trovi ad avere a che fare con le persone, ricordati che non stai interagendo con creature logiche ma con creature emotive”. (cit. Dale Carnegie)

La prima cosa da sapere è che l’essere umano ha un cervello dominato dalle emozioni. E’ sempre stato così ma non sempre lo abbiamo saputo.

Questa visione dell’uomo si deve a Richard Davisdson (wikipedia), padre delle neuroscienze affettive. Negli ultimi trent’anni ha studiato il cervello umano da due punti di vista, neurologico e psicologico. Chi ha fatto della formazione sulle emozioni o sul coaching, chi ha letto qualcosa in proposito, è abituato a sentir parlare di cervello destro e cervello sinistro (sono le due metà del nostro cervello collegate dal corpo calloso). Il cervello destro veniva definito il cervello emotivo mentre l’altra metà il nostro cervello razionale. Questa visione è sbaliata e superata da almeno quindici anni!

Entrambi gli emisferi cerebrali elaborano emozioni, semplicemente elaborano emozioni diverse!

Le emozioni sono alla base del comportamento umano, ciò che permette di scandire il tempo come qualcosa in più del solo tic tac dell’orologio!

 

Per prima cosa è importante comprendere in quanti ambiti della vita umana le emozioni hanno un ruolo importante!

L’importanza delle emozioni

E’ per messo delle emozioni che ci leghiamo agli altri. Il legame tra bambino e genitore avviene grazie al legame affettivo che si stabilisce tra i due.

Grazie alle emozioni ci diamo da fare per far funzionare un progetto, un lavoro, mantenere un impegno preso. Il senso di responsabilità, la passione, il desiderio di raggiungere un obiettivo sono tutte emozioni!

La capacità di guidare un’azienda con successo, stima e fiducia è garantito dalle competenze emotive del leader. La nuova bibbia della leadership è stata scritta da Daniel Goleman, padre dell’intelligenza emotiva, di cui ti consiglio di leggere qualcosa. Primal Leadership è di fatto l’ultimo best seller in ambito aziendale e manageriale, il classico Intelligenza Emotiva è invece più adatto per la vita quotidiana. Spesso il mondo manageriale o aziendale è associato a emozioni negative, esistono anche quelle e dobbiamo imparare a gestirle meglio!

Alle emozioni dobbiamo anche i nostri problemi. Le ansie, per esempio, sono di fatto emozioni. Nel bugiardino di molti ansiolitici è ancora scritto che sono regolatori delle emozioni. La depressione è un problema emotivo. L’anoressia è un problema emotivo.

Tutte le patologie si rifanno a un modo “sconveniente” di vivere e/o gestire le nostre emozioni. Un modo che nel tempo genera sensazioni spiacevoli.

Esistono anche etichette diagnostiche per coloro che non provano emozioni o hanno difficoltà con esse. L’alessitimia per esempio, oppure le sindromi dello spettro autistico.

Le emozioni influenzano anche i nostri comportamenti, al lavoro, nello sport, quando guardiamo un film o facciamo una corsa.

Le emozioni nella performance

Le persone che svolgono una performance sportiva o lavorativa di alto livello, che ottengono risultati migliori degli altri in ciò che fanno, hanno sviluppato “spontaneamente” metodi specifici per entrare in uno stato di alta performance e hanno accesso a più stati emotivi di alta performance.

Se non corri difficilmente diventerai un maratoneta anche se conosci tutti i segreti degli stati emotivi, ma a parità di competenze il più bravo, la persona che eccelle, che si distingue dalle altre, ha sviluppato specifiche competenze emotive. Sempre più spesso calciatori e manager si rivolgono a esperti del settore per apprendere i metodi per sviluppare o recuperare stati di alta performance!

Fa parte dell’alta performance anche la capacità di fare gruppo, collaborare, aiutare gli altri. Molti allenatori sono ex calciatori che sapevano “fare spogliatoio” cioè fare gruppo, motivare i compagni.

In un gruppo di amici c’è sempre chi è più ricercato per la sua capacità di ascolto e/o consiglio (le due cose non sempre vanno di pari passo). Anche questa è un alta performance! Anche queste persone più o meno consapevolmente hanno sviluppato un determinato set di stati emotivi e comportamentali.

Esiste un legame tra emozioni e comportamento

Gli stati emotivi sono strettamente legati ai nostri comportamenti. Il bambino che va male ad una materia molto spesso (non sempre) ha un pessimo legame con l’insegnante. A meno che non trovi una strada che lo motiva non studierà, prenderà pessimi voti e costruirà un’immagine di se stesso che va male in quella materia.

Il tecnico super competente che viene promosso manager potrebbe rivelarsi un leader terribile proprio per le sue difficoltà nella gestione emotiva che il nuovo ruolo comporta. Il tecnico super competente ha bisogno di accedere a determinati stati di alta perfomance, il leader necessità di stati differenti.

I litigi in una relazione dipendono da un pessimo modo di gestire le proprie emozioni. Quando si legge qualcosa sul “saper litigare” nei fatti si sta leggendo qualcosa sulla gestione delle emozioni.

Adesso sai quanto sono importanti le emozioni e quanti ambiti della nostra vita coinvolgono, il secondo passo è mostrarti quelli che sono gli errori più comuni che vengono fatti nella gestione emotiva, illustrandoti alcune procedure per un corretto equilibrio.

Gli errori più comuni nella gestione delle emozioni

 

 

 

 

 

 

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