Dr Massimo Giusti

Tradimento e separazione: l’errore più grave!

Tradimento e separazione: l’errore più grave!

Tradimento e separazione: l’errore più grave!

Viviamo in un periodo in cui la separazione di una coppia stabile anche da molti anni è sempre più frequente. Molte persone si rivolgono a me per gestire il trauma emotivo che spesso subisce chi invece il progetto di coppia voleva mandarlo avanti.

psicologo a firenze
psicologo firenze tradimento e separazione

Qual è l’errore più grave che noto in queste situazioni e che viene sistematicamente commesso? Un errore tanto grave da causare conflitti, battaglie legali, lotte per i figli, tutto il peggior corredo a cui possiamo assistere in una situazione di questo genere.

Partiamo dall’inizio, quando la coppia si è formata e tutto sommato si è trovata bene. Non tutti hanno vissuto quella fase idilliaca di innamoramento ciononostante chi va avanti nel progetto di coppia si è scelto, ha valutato che con quella persona ne valeva la pena.

Adesso immaginiamo che uno dei due partner, poniamo per puro esempio “Lei”, trova uno spasimante. Non voglio entrare nelle motivazioni che hanno condotto Lei a trovare lo spasimante e apprezzarne il corteggiamento, non è questo il tema dell’articolo. Restiamo sul fatto puro e semplice che lei trova un altro.

Trovare un altro non è una cosa banale o semplice come si può credere, è un fatto sconvolgente, soprattutto per chi non aveva pensato che potesse accadere. Mette in crisi il sistema di valori personale, mette in crisi il progetto di coppia o persino di famiglia che per anni aveva accompagnato Lei nei suoi pensieri e nelle sue fantasie. Era sicuramente capitato altre volte che qualcuno si avvicinasse eppure Lei, sebbene legittimamente gratificata dal piacere, aveva sempre declinato l’offerta. Non aveva lasciato spazio ad altri. Poi, un giorno, capita che le cose cambiano e trova un altro.

Lei è costretta a confrontarsi con i suoi valori e il suo progetto di vita. Deve chiedersi se la sua situazione attuale è quella che desidera o che le garantirà un minimo senso di appagamento che tutti noi cerchiamo nella vita.

Se hai letto bene il titolo dell’articolo l’esito è socntato, parlo di quelle situazioni in cui il partner tradisce e opta per la separazione, per cui Lei, dopo una luinga riflessione, inizia a pensare di comunicare a Lui la decisione che ha preso.

Ogni tanto ci ripenserà, ma dentro di se questa decisione si fa sempre più matura. Si sente in colpa, teme di ferirlo, aspetta. Col passare del tempo succede che Lei si sente sempre più stretta, comincia a non sopportare più quella vita ed a tratti si mostra insofferente. Il senso del dovere e il senso di colpa la spingono a non dire nulla fino a quando non ce la fa più e decide di dirglielo.

Arrivati a questo punto anche Lui sa che la situazione è conclusa. Magari non sa che lei ha un amante, forse lo sospetta, ma ciò che Lui vive è uno shock emotivo tremendo. Mai e poi mai si sarebbe aspettato la fine di quel progetto di vita. Magari perché teneva la testa sotto la sabbia, magari perché proprio non si era accorto di nulla ma nei fatti subisce un vero trauma psicologico. Uno shock che lo sconvolge.

Ecco, questo è l’errore più grave. Dare per scontato che il partner o la partner che viene lasciato o lasciata, faccia in pochi giorni un lavoro di elaborazione della fine del matrimonio, del progetto familiare, dei propri valori e del proprio progetto di vita, che la persona che lascia ha fatto per mesi, a volte per più di un anno.

Il partner che prende la decisione ha elaborato da tanto tempo questa scelta. Si è dato il tempo di capire, ascoltarsi ed elaborare gli scenari possibili. In altre parole giunge alla separazione più consapevole e questo lo rende (o la rende) più pronto, maggiormente preparato.

Dopo tanto attendere chi lascia desidera sentirsi libero, tornando al nostro esempio Lei vorrà godersi la compagnia col suo nuovo Lui. Vorrà uscirci insieme e perché no, anche farlo conoscere ai figli. Del resto nella sua testa non c’è nessuna novità.

Quando una persona lascia deve rendersi conto che il partner non ha fatto il suo stesso percorso, viene scosso da un fulmine improvviso che scuote il suo mondo. Deve riassestare il suo progetto di vita, i suoi valori personali, comprendere ed elaborare le proprie emozioni. Tutte cose che chi lascia ha già fatto o quantomeno ha avuto più tempo per farlo. Quindi è avanti in questo processo.

Molto spesso l’odio, il risentimento, la rabbia, il desiderio di vendetta provengono da questa differenza che viene percepita, dal partner lasciato, come una mancanza di sensibilità.

Per chi lascia il processo di separazione è giunto ad una fase di maturazione o quasi, chi viene lasciato è invece in una condizione di totale spaesamento. La persona a cui credeva di potersi appoggiare ed a cui si è sempre appoggiata viene meno, è come se gli fosse tolta la terra da sotto i piedi. Immagina di essere abbandonato e tradito all’improvviso da una persona verso la quale hai totale fiducia. La mente umana trasformerà quella persona in un nemico e i nemici si combattono!

Quale sarebbe stato il comportamento migliore? Partiamo da alcuni presupposti:

  1.  Non aspettarti che l’altro abbia colto i segnali. Se li avesse colti le cose sarebbero andate diversamente.
  2. Non aspettarti che l’altro ci resti bene, nessuno prende bene una cosa del genere a meno che non la desideri.
  3. Non hai affrontato direttamente e in modo deciso i problemi di coppia per timore di ferire, per paura, senso del dovere. Tutte cose legittime, ma non hai comunicato la cosa più importante e cioè che per te la coppia non era più scontata.

La persona che lascia, se vuole affrontare la separazione nel modo migliore, deve assumersi la responsabilità delle sue azioni (so che non è facile ed in fatti più spesso avviene il contrario, resta il fatto che è la soluzione con minori danni collaterali) e comunicare al partner che dentro di se le cose stanno cambiando. Far capire che quella relazione non sta producendo quel senso di appagamento e soddisfazione che si cerca nella vita.

Dall’altra parte ci sarà comunque uno shock, ma minore. Si tenterà di recuperare o forse si arrabbierà tantissimo ma queste reazioni sono piuttosto normali e vanno accolte come una iniziale fase di rifiuto.

Dopo questa fase sopraggiunge un momento leggermente depressivo, di tristezza e rammarico in cui si apre la strada dell’accettazione. In altre parole prendendosi cura del partner col quale si è scelto di condividere tanta parte della propria vita si creano i presupposti per una separazione non conflittuale o, quantomeno, a conflitto estremamente ridotto.

Ciò avviene perché il partner percepisce in modo meno umiliante il senso di tradimento e abbandono, trascuratezza e umiliazione, che deriva dall’essere improvvisamente lasciati.

buona riflessione…

Dr. Massimo Giusti


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