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Superare i traumi e le esperienze passate

Superare i traumi e le esperienze passate

Superare i traumi e le esperienze passate

Non permettere alle tue ferite di trasformarti in qualcuno che non sei significa superare i traumi e le esperienze passate, dolorose, della nostra vita.

Purtroppo le brutte esperienze passate ci segnano! Questo è un fatto che possiamo soltanto accettare. Poi ci sono alcune persone che le superano agilmente e altre che, invece, restano “irretiti” dai brutti ricordi per molto tempo.

Quando parliamo di traumi è necessario sapere di cosa si tratta, per cui ecco una brevissima distinzione.

I “Big Trauma” sono gli eventi improvvisi, come un attentato terroristico, un incidente, un cataclisma, una violenza subita. Esperienza inaspettate, di durata circoscritta, che piombano improvvise nella vita di un individuo.

Gli “Small Trauma” sono esperienze più subdole, ripetute nel tempo, a cui il cervello tende persino ad abituarsi. Una bambina cresciuta con una madre depressa, che ha imparato ad accettare qualsiasi cosa da una madre oramai concentrata su sé stessa e nel contempo NON apsettarsi niente dagli altri, probabilmente accetterà tutto dal partner, dal datore di lavoro, dai colleghi e così via. Diventa una persona che vive la “repressione” dei propri bisogni e il “sopruso” come eventi normali e consueti. Lo Stalking, il maltrattamento intrafamigliare ed il mobbing rientrano tra questi. Sono problematiche che si insinuano nella persona facendo leva sui suoi bisogni, paure e aspettative, fino a causarne un “adattamento alla sofferenza” . I soprusi ripetuti negli anni di una vittima di bullismo rientrano in questa categoria.

Ti faccio un esempio. Immagina una nave che si ritrova nel mezzo di una enorme tempesta che riesce a superare. Probabilmente avrà subito tanti piccoli danni. Immagina la stessa nave che si ritrova, successivamente, a fronteggiare tante piccole tempeste. Le sollecitazioni che subirà sarebbero ininfluenti se fosse appena uscita dal porto. Avendo già subito dei danni potrebbe rispondere, in mare, diversamente dal previsto e magari subire dei danni persino peggiori. Questo è un esempio di Big Trauma a cui seguono gli Small Trauma.

Viceversa una nave abituata a tante piccole tempeste di fronte all’uragano avrà una reazione di allarme minore, perché abituata a confrontarsi col mare grosso, e ciò potrebbe costargli molto caro. Questo è un esempio di Small Trauma a cui segue un Big Trauma.

Moltissime persone hanno avuto esperienze di questo tipo ma non chiedono aiuto. Succede poi qualcosa, anche un piccolo episodio, che mette in crisi tutta “la nave” . Per alcuni è strano, hanno vissuto di peggio, ma hai già capito che quando sei provato da una serie di esperienze anche un piccolo evento può rappresentare la goccia che fa traboccare il vaso.

Esistono tantissime situazioni che spingono le persone a “fare qualcosa”. Farsi aiutare da qualcuno è importante per liberarsi, evitare di rimanere impantanati. Ma ci sono alcune cose che possiamo fare per prevenire un disagio futuro.

Cosa fare

La prima cosa è smettere di pensare che il dolore sia necessario. Il dolore è una cosa iimportante, ti fa capire che c’è qualcosa che non va. Quindi c’è qualcosa da affrontare.

Scrivi su un foglio tutte le situazioni in cui non stai bene. Evita ricordi o descrizioni generiche. Prendi carta e penna, per una settimana annota tutte le volte in cui ti capita di non stare bene. E’ importante rendersi conto di quanto spesso ti capita perché a volte il problema è quanto spesso ci pensi. La maggior parte delle persone che soffre di attacchi di panico non ha attacchi di panico da mesi o anni. E’ la paura di averlo che li spinge a pensarci così spesso e rinnovare quel timore e quel dolore tanto intensamente da spingerli a cambiare abitudini affinché non avvenga più.

Annota tutti i pensieri che fai su certe cose. Scrivili. Quali sono le frasi che ti ripeti più spesso riguardo a quell’argomento?

Questi due semplici esercizi, che assegno spesso come “compiti a casa” generalmente riducono il disagio. Avere una reale coscienza del problema lo “circoscrive” creando degli argini più realistici.

Mi è capitato di lavorare con pazienti che avevano disturbi ossessivi da molti anni. Alcuni di loro avevano dei pensieri intrusivi ore ed ore al giorno. Hanno fatto benissimo a chiamarmi!

Sarebbe differente se questi pensieri ti vengono per due minuti al giorno.

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