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Sconfiggere l’invidia e guarire se stessi

Sconfiggere l’invidia e guarire se stessi

Sconfiggere l’invidia e guarire se stessi

L’invidia appartiene a quella famiglia di emozioni definite “tossiche“. Sono emozioni che purtroppo ci portano molto facilmente a vivere quel fenomeno chiamato “sequestro emozionale“. Cioè iniziamo a percepire la realtà in modo distorto e tutto ciò che vediamo, pensiamo o viviamo in quel momento lo interpretiamo secondo la tonalità emotiva che ci ha “sequestrati”. L’esempio più tipico per descrivere questo fenomeno è la Rabbia. E’ capitato a tutti di vivere o osservare persone che una volta arrabbiate non riuscivano più a riprendere il controllo, trovando motivi di rabbia anche in stimoli superflui.

L’invidia è più subdola della rabbia. Ma per parlare di qualcosa dobbiamo prima capire di cosa stiamo parlando e successivamente affrontare i metodi e le tecniche che permettono di superare questa emozione una volta per tutte.

L’invidia secondo alcuni è definita come la paura della competizione, anziché competere l’invidioso denigra l’altro. Per altre persone l’invidia è un’emozione che ti porta a fare tuoi gli obiettivi degli altri, facendoti perdere di vista chi sei veramente. In questo modo l’invidioso finisce per credere di desiderare qualcosa che non vuole veramente. Ancor peggio se finisce per desiderare qualcosa che non è in grado di ottenere, in quanto rischia di competere in quei settori che sono lontani dalle sue abilità migliori. Un pò come misurare l’intelligenza di un pesce in base a come si arrampica su gli alberi!

Bertrand Russell definisce l’invidia come quel sentimento che non ti permette di vedere le cose in rapporto a se stesse ma solo in rapporto ad altre o ad altri. Quindi l’invidioso perde il proprio lucido punto di vista.

Tutti questi spunti sono interessanti e mettono in luce le varie sfaccettature dell’invidia. E’ per questo che va definita subdola, si adegua alla personalità e prende le forme che meglio si addicono al soggetto che “infetta” con la sua “tossicità”. Ma vediamo qualcosa di più per capire esattamente di cosa stiamo parlando fino alla definizione che trovo più illuminante!

L’invidia non è solo perdita del proprio punto di vista su se stessi, sui bisogni o sui nostri obiettivi, è anche il provare piacere per la sconfitta altrui in misura eccessiva rispetto al piacere per i propri successi. L’invidioso osserva ciò che lo circonda, lo desidera. Prova rabbia o dispiacere perché non ha quella cosa (obiettivo, status sociale, ricchezza, oggetti, relazioni….ognuno ha le sue cose da invidiare). Prova un sottile piacere per l’insuccesso altrui, può persino tifare contro. Il peggiore dei casi, secondo me, è quando arriva a perdere di vista i propri obiettivi. Mi spiego meglio con un esempio.

Un bambino potrebbe invidiare un compagno di classe che è molto bravo nel calcio. Si paragona al suo compagno e lo percepisce sempre più bravo. Si iscrive nella squadra di calcio del suo compagno, persegue gli obiettivi del suo compagno e finisce per diventare bravo quasi quanto lui. Rimarrà sempre un perfetto secondo perché il calcio è la passione del suo amico non la sua.

Alcune persone mi hanno persino raccontato di aver superato in abilità l’oggetto della loro invidia e di essere rimaste deluse, in quanto avevano scoperto che non era il migliore in ciò che faceva, erano loro a crederlo il migliore. Quindi, una volta divenuti palesemente più bravi, avevano scoperto di avere davanti a sé molti altri ancora più capaci e ancora più irraggiungibili. Questo è un caso piuttosto fortunato perché l’invidioso in questione ad un certo punto della vita ha deciso di competere e quindi è riuscito a scoprire che stava guidando la propria vita nella direzione sbagliata.

L’invidia produce insoddisfazione. Chi invidia è insoddisfatto della propria vita e chi è insoddisfatto della propria vita assai spesso è invidioso. Un pò come chi è depresso è sempre pessimista e chi invece è ottimista non si deprime mai.

Vediamo adesso come sconfiggere l’invidia e guarire se stessi.

René Girard, filosofo francese di estrema raffinatezza, introduce un elemento utilissimo per capire e sconfiggere l’invidia. La sua teoria più famosa riguarda il “desiderio mimetico“. Cioè l’essere umano impara a desiderare vedendo gli altri che desiderano e impara a desiderare ciò che gli altri desiderano. Sembra banale ma non lo è. Vediamo meglio.

Secondo Girard noi tutti abbiamo appreso a desiderare vedendo i nostri genitori farlo, i nostri amici, le persone che ci stanno accanto nella vita. Se non abbiamo imparato a riconoscere i nostri bisogni in senso profondo rischiamo di passare tutta la vita a desiderare le cose che desiderano altri, rincorrendo inconsapevolmente gli obiettivi altrui.

Ma in pratica cosa significa?

Vuol dire che chi è cresciuto circondato da persone che cercavano la felicità imparerà a ricercare la felicità, chi invece è cresciuto circondato da persone che cercavano la competizione imparerà a cercare la competizione. Prendiamo ad esempio il complesso di edipo, uno dei concetti alla base della teoria di Sigmund Freud. Il bambino prova desiderio di possesso esclusivo verso la madre e competizione verso il padre. Alla base della sua teoria Freud pone le pulsioni sessuali che tra i 3 ed i 6 anni hanno per il bambino una fase importante. Secondo Girard il bambino desidera la madre perché si identifica nel suo modello, il padre, che la desidera. Quando si rende conto che non possono entrambi desiderare lo stesso oggetto d’amore il bambino entra in competizione. Ma se il modello permette la comprensione di un modello di desiderio adeguato il bambino apprenderà quel modello. Se invece il modello è un altro apprenderà l’altro.

E gli invidiosi cronici?

Sono persone abituate a desiderare le cose o le abilità degli altri, ed hanno appreso a vivere nell’invidia ritenendola l’unico modo di vivere veramente.

Come possiamo sconfiggere l’invidia?

Ecco un metodo che si è rivelato spesso di grande aiuto. Questa è una forma semplificata per l’autoapprendimento. Ogni punto richiede una settimana di lavoro. E quando dico una settimana intendo sette giorni, e quando dico lavoro intendo che ti devi impegnare tutti i giorni!

1- Il desiderio è un teatro dell’invidia

Secondo Girard il desiderio è un teatro dell’invidia. Nessuno desidera realmente un oggetto, l’oggetto in sé non ha niente di più attrattivo di un altro oggetto e in un contesto differente, circondato da persone differenti, desidereresti cose differenti. Il fatto di invidiare è dovuto al fatto che qualcuno sta desiderando qualcosa che desideri anche tu e magari l’ha ottenuta. Un boscimano invidia cose assai differenti dalle tue. Tu stesso, in un altro contesto culturale invidieresti cose differenti.

2-I tuoi bisogni

Quindi è necessario che tu comprenda realmente quali sono i tuoi bisogni, dove le tre parole “i tuoi bisogni” si riferiscono davvero a “i tuoi bisogni“. Prendi una penna e scrivi una lista dei tuoi bisogni, quelli che sai essere realmente cose di cui hai bisogno. La dimensione dell’intelligenza emotiva denominata autocoscienza è in questa fase importante. Devi imparare a renderti conto di ciò che realmente desideri. Prendi sul serio queste parole perché significano molto più di quanto sia possibile descrivere. Si riferiscono ad un percorso introspettivo dove impari a comprendere quali sono i tuoi veri valori, le tue convinzioni riguardo a te stesso, alla vita e al mondo. Significa renderti consapevole di ciò che per te significa vivere una vita felice.

3-Guarda nel tuo piatto

Quando hai svolto bene il lavoro al punto 1 e sei almeno a metà strada col punto 2 puoi iniziare a guardare nel tuo piatto. Impara e vedere cosa c’è nella tua vita che funziona (sono molte cose, impara a riconoscerle!) e quelle che funzionano meno. Questo richiede di stare nel presente. Puoi prendere un foglio e tirare due colonne. A sinistra ciò che funziona poco, a destra ciò che funziona bene. Le cose che vanno per il verso giusto sono quelle da curare e mantenere. Le cose che vanno a singhiozzo o male sono quelle su cui lavorare.

4-Lavora in base alle tue necessità

Quando hai le tue liste guarda quante soddisfano la lista dei tuoi bisogni e necessità. Il punto 2! Può darsi che troverai una buona corrispondenza oppure una pessima corrispondenza. Fa in modo di lavorare soltanto su quelle che hanno una buona corrispondenza.

5-Osserva

Adesso devi trovare dei modelli. Persone che conosci, attori, personaggi pubblici o televisivi che in qualche modo hanno ottenuto qualcuna delle cose su cui hai ritenuto di dover lavorare. Potrebbero essere le stesse persone che hai invidiato! Stavolta le devi guardare con un occhio differente. Impara come hanno fatto ad ottenere ciò che stai cercando di ottenere tu. Hanno sicuramente delle abilità. Impara ad essere onesto! Forse non sono le abilità che tu ritieni giuste o appropriate, ma se sono servite nel loro intento, che è simile al tuo, vuol dire che a qualcosa sono servite e dovresti almeno conoscerle. Alcune persone sono estremamente brave nelle relazioni sociali anche se tecnicamente pessime. Potresti imparare qualcosa da loro su come gestire le relazioni. Questo è soltanto un esempio, ti permette di capire come, nel mondo di chi le cose riesce a ottenerle, si raggiungono certi obiettivi. Altre persone sanno sopportare. Tu sei bravo a sufficienza nel sopportare? Questi due esempi che ho fatto sono tipicamente due esempi di qualità che, chi invidia, ritieni ingiuste o inappropriate o persino insopportabili. Eppure, se ci pensi bene, hai mai conosciuto un vero leader che non avesse abilità relazionali e nessuna capacità di sopportare? Appunto. Nella cassetta degli attrezzi di chi fa le cose per bene esistono tanti strumenti, tutti ne sappiamo usare alcuni, più o meno consapevolmente. Ma quando ne sai usare anche solo 1 molto bene ne vedrai i risultati, anche se non te li meriti fino in fondo!

6- una prima valutazione

Quando avrai migliorato qualcosa nella tua lista valuta se ti senti soddisfatto. Se la risposta è negativa hai due possibilità: la prima è che devi rivedere i tuoi bisogni. La seconda è che devi rivedere le cose su cui hai scelto di lavorare. Questa fase è importante e ti insegnerà ad essere consapevole di ciò che hai scelto di desiderare, di quelli che sono i tuoi valori. Di te stesso!! Aggiusta ciò che non va ripartendo dal punto 1, stavolta potrai essere più veloce nelle varie fasi perché hai già fatto esperienza e sai come funziona!

L’invidia buona

Nella letteratura sull’invidia si parla di una forma cattiva e di una forma buona. Non importa aver letto libri sull’argomento, molte persone sanno riconoscere l’esistenza di queste due forme di invidia dentro se stessi e se hai parlato con qualcuno dell’argomento ti è capitato di sentire già questa distinzione. L’invidia buona è una forma di ammirazione, permette di guardare l’altro senza preconcetti e capire quelli che sono i suoi punti di forza che vorresti avere anche tu. Se hai svolto bene ciascun passaggio ti sei accorto che hai provato più di prima l’invidia buona e/o l’hai usata meglio. Impara ad essere consapevole di questo aspetto, ti aiuterà a migliorarti molto più di quanto pensi.

Gli altri sono una risorsa

Le persone hanno capacità e abilità differenti dalle tue. Ciascuno di noi rappresenta un genoma (il nostro DNA) che non è mai esistito prima nella storia dell’umanità. Siamo tutti pezzi unici, ci avevi mai pensato? Usa gli altri per apprendere ciò che sanno fare meglio, le abilità che vuoi imparare. Quando scoprirai che apprendere dagli altri è una risorsa avrai definitivamente debellato l’invidia dalla tua vita!

Adesso che conosci la teoria, buon lavoro! ti mancano sei settimane per debellare l’invidia dalla tua mente!

 

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