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Quando la tristezza diventa depressione

Quando la tristezza diventa depressione

Quando la tristezza diventa depressione

Il termine depressione è inevitabilmente abusato nella nostra società. Viene spesso utilizzato per indicare una persona poco attiva e pessimista, il cui umore è sovente triste.

Paradossalmente quando un paziente depresso sostiene di essere “triste” il suo psicoterapista sarà felice, in quanto sta provando nitidamente una emozione e la sta identificando altrettanto nitidamente.

La persona triste pensa che così non va bene, vede gli altri felici e ritiene che vi sia qualcosa da fare per stare meglio, anche può sentirsi incapace di farlo. La persona depressa è certa che non vi sia assolutamente nulla da fare per stare meglio. Tranne in quelle fasi in cui non è depressa. La persona depressa non sente le sue emozioni ma vive in uno stato di ottundimento emotivo o di appiattimento emotivo, cioè la percezione delle emozioni è assente o molto scarsa.

Quando la tristezza diventa depressione?

Persone molto timide (tecnicamente si parla di fobia sociale) possono arrivare a coltivare un numero estremamente ristretto di rapporti e relazioni sociali, fino a condurre una vita molto riservata e limitata. Una condizione di limitazione o isolamento sociale può condurre a una percezione di sé come individuo inadeguato, incapace, non piacevole. Ciò può condurre a quella che viene definita una depressione secondaria.

In questi casi il problema non è la depressione ma la timidezza eccessiva. La Psicoterapia si rivela molto più semplice e rapida.

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