massimo giusti psicologo coach

quando hai un obiettivo…

quando hai un obiettivo…

quando hai un obiettivo…

Quando pianifichi un obiettivo, ti poni un traguardi, hai un desiderio, devi porti entrambe le opzioni possibili di fronte a te.

Farcela e fallire!

La maggior parte delle persone che hanno un obiettivo non sanno di non averlo. No! non è un gioco di parole, è ciò che accade spessissimo.

Quando ci poniamo un obiettivo personale o professionale, da noi stessi, senza che qualcuno ci dica cosa fare, come farlo né ci indica la strada, ecco che la ocnfusione regna sovrana.

  • Voglio un lavoro migliore!
  • Voglio lavorare!
  • Voglio guadagnare di più!
  • Voglio essere felice!

Sono obiettivi che mi vengono riferiti spesso ma nessuno di questi esiste realmente.

Cos’è per te un lavoro migliore? e migliore rispetto a cosa? Se vuoi lavorare, ti va bene qualsiasi genere di lavoro? Sei sicuro? Quanto vuoi guadagnare esattamente in più di adesso? Cosa significa per te essere felice?

La mancanza di specificazioni è deleterea nel creare obiettivi. Nelle stesse aziende si trovano obiettivi mal-formati, cioè creati in modo poco chiaro, nebuloso, impreciso.

Per apprendere e migliorarsi il cervello ha bisogno di sapere esattamente dove andare, per farlo deve avere un obiettivo molto chiaro, preciso, e ben dettagliato.

Diventare capaci nel costruire un obiettivo dettagliato è il primo passo per raggiungerlo.

Non è così facvile, certo, ma il 100% delle persone che trova ciò che cerca cade in 2 categorie:

  1. I fortunati!
  2. Quelli bravi!

E’ bene precisare che senza fortuna andrai poco lontano, ma se conti soltanto su quella devi aspettare, aspettare, aspettare.

L’alternativa è darsi da fare e costruire il tuo obiettivo (o i tuoi obiettivi) con le varie alternative.

Non è qui che parlo di come costruire un obiettivo efficace, mi concentrerò soltanto su un aspetto della pianificazione, il fallimento!

Quando ti pone un obiettivo il fallimento è senz’altro un opzione, devi sapere cosa fare se le cose si mettono male, altrimenti oltre alla cocente delusione affronterai un bel pò di problemi. Si chiamano “piani di contingenza”, rispondono a questa semplice domanda: se non raggiungo l’obiettivo che faccio?

E’ importante saperlo, pianificarlo, metterlo da una parte e tenerlo buono. E’ il tuo canotto di salvataggio. Potresti dover tornare sui tuoi passi, cambiare direzione, vendere la macchina, qualsiasi cosa. Se va male devi sapere cosa fare.

Poi c’è una seconda domanda: e se va bene?

Si, esattamente, perché devi tenere a mente che anche farcela è un’opzione e quindi devi sapere esattamente cosa fare se ce la fai. Se le cose si mettono bene, invece, che faccio?

Pensi davvero che sia così scontato? Ti è mai successo di trovarti in una situazione in cui hai rimpianto ciò che facevi o avevi prima?

Moltissime persone non sanno cosa significa raggiungere il successo, quindi quando lo hanno, incredibile ma vero, non lo riconoscono.

Ho conosciuto persone che desideravano essere ricercati per lavoro costantemente, uscire dalla caccia al cliente ed essere loro quelli desiderati. Eppure quando lo hanno ottenuto non erano contenti nonostante guadagnassero molto più di prima o la loro fama era aumentata. Il fatto è che non avevano pianificato bene il successo e non sapevano come gestirlo.

Quando raggiungi i tuoi obiettivi devi fare cose diverse ripetto a quando li insegui!

Il rischio è che ti possa sfuggire di mano appena ottenuto o un attimo prima di ottenerlo.

Come fare?

Immaginalo. La maggior parte di noi immagina bene (o percepisce bene) il fallimento l’insuccesso. Devi fare la stessa cosa col successo e le sensazioni che ti dà raggiungere il tuo obiettivo, ottenere ciò che cerchi. Per immaginarlo devi sapere esattamente ciò che cerchi.

Se vuoi raggiungere un’isola devi sapere dove si trova il porto!

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