Dr Massimo Giusti

L’ansia NON esiste! tutto quello che ti hanno nascosto sull’ansia!

L’ansia NON esiste! tutto quello che ti hanno nascosto sull’ansia!

L’ansia NON esiste! tutto quello che ti hanno nascosto sull’ansia!

Probabilmente credi di sapere cos’è l’ansia. Ne hai sentito parlare e può darsi che in presenza di qualcuno dei sintomi tipici dell’ansia tu abbia pensato di averla, che qualche tuo amico (o amica) abbia condiviso con te questa cosa e che abbiate convenuto che si trattava sicuramente di ansia.

In qualche caso è stata un’ansia controllabile o ritenuta persino normale, in altri casi avrai pensato alle “goccioline” e se non funzionano allo psicologo!

Prima di spiegarti cosa sia per davvero l’ansia voglio farti una domanda, pensaci bene: da quanto tempo l’ansia è una patologia?

Non credo tu sappia rispondere a questa domanda, eppure devi sapere che prima del 1893 l’ansia era considerata una sorta di emozione inevitabile dell’uomo adulto che comprende la verità della vita, cioè che la vita dipende dalle nostre decisioni e scelte e siamo noi gli artefici del nostro destino.

Di fronte a questa verità una vertigine di angoscia era considerata normale, persino auspicabile.

Ma nel 1893 lo psichiatra Wiesbaden Ewald Hecker sostiene che potrebbe essere patologica. Ma non parla dell’ansia, parla dell’angoscia.

In tedesco esistono due parole, una per angoscia e una per ansia. Il termine usato era Angstneurose, cioè nevrosi d’angoscia. Anche Freud riprese il concetto sviluppandolo, ma a seguito delle traduzioni in inglese delle opere di Freud la nevrosi d’angoscia venne tradotto con “ansia”, termine che ha sostituito in tutto e per tutto le definizioni freudiane.

Per cui noi stiamo chiamando ansia qualcosa che non è mai esistito e che in realtà si chiama “nevrosi d’angoscia”.

Questa nevrosi d’angoscia era caratterizzata da battito cardiaco accellerato e improvviso, sudorazione, tremore e una forma di pensiero ossessivo e catastrofico sul futuro.

Eppure tutte le terapie farmacologiche e psicologiche nate si riferiscono a quei sintomi più leggeri e consueti che chiamiamo ansia.

In qualche misura ritengo che abbiamo patologizzato molta di quella che chiamiamo normalità.

A volte parliamo di ansia quando dobbiamo sostenere un esame, abbiamo molti impegni di lavoro o dobbiamo sostenere una prova importante.

Adesso fa questo esercizio: immagina di non provare niente prima di una prova importante, un esame o di una giornata di lavoro impegnativa. Ma proprio niente. Casomai un totale relax.

Immagina che tuo figlio prima di una gara importante ti dica che non sente nessun peso. Probabilmente penseresti che non gli importa o che è troppo sicuro di se stesso.

Infatti l’ansia ci dice anche che le cose che facciamo sono importanti, contano. Abbiamo imparato a chiamare ansia tutte quelle sensazioni fisiche e corporee che fanno parte del vivere quotidiano, che ci comunicano informazioni importanti e che dovremmo imparare a leggere nel loro significato reale anziché patologizzarle!

Spero che questo articolo ti abbia fatto riflettere!

Un abbraccio!

Massimo Giusti

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