Dr Massimo Giusti

La ricerca della felicità

La ricerca della felicità

La ricerca della felicità

La ricerca della felicità è probabilmente il tema più comune di questo periodo storico.

Nascono continuamente gruppi di ogni genere che propinano la felicità a buon mercato, la crescita personale per diventare felice, l’evento motivazionale per avere la vita che desideri. Questo genere di offerta “formativa” fa parte di un marketing della felicità su cui, personalmente, nutro dei dubbi.

La felicità sembra essere venduta da tutti ma nessuno ti spiega chiaramente che cosa sia. In questo articolo cerco di darti un punto di vista che spero ti sia utile.

Cos’è la felicità?

Per capirlo dobbiamo fare un passo in dietro. Per prima cosa non è vero che nella storia umana abbiamo sempre cercato la felicità. Da quando abbiamo memoria possiamo trovare molte definizioni di “vita retta” o, come diremmo oggi, “felice”.

Nelle varie epoche l’uomo doveva primeggiare, essere morale, essere un esempio, fare da guida, rispecchiare dei valori. Non sempre l’uomo ha pensato alla felicità come obiettivo per la vita, NON in tutte le epoche storiche.

La ricerca della felicità sembra essere una specificità della nostra epoca. Ma non abbiamo mai definito cosa significa essere felice.

All’inizio del boom economico essere felici significava avere più cose, come la tv o una bella casa. Dopo qualche decennio sappiamo che non è vero. Avere più cose rende la vita più comoda ma non la rende affatto felice.

A volte avere la vita più comoda agevola l’essere felici ma recenti studi sulla felicità hanno dimostrato che i paesi economicamente più svantaggiati hanno popolazioni mediamente più felici dei paesi più evoluti come quelli occidentali.

Sembra che la modernità abbia contribuito a rendere l’uomo più stressato, più comodo, non felice! E’ chiamato “il paradosso della felicità”.

Esiste una equazione che dimostra come col crescere della ricchezza NON cresca la felicità, in alcuni casi persino si riduce. Ma la questione è sempre la stessa, cos’è la felicità?

Una possibile risposta

Le persone sembrano essere felici in alcune condizioni specifiche. Per esempio a contatto con la natura; in presenza di una persona a cui vogliono bene (e da cui sono ricambiati!); una conversazione interessante.

I momenti di gloria intensa come una vincita, una vittoria sportiva o una soddisfazione professionale generano uno stato di “gioia”, termine spesso usato come sinonimo di felicità, transitorio. Cioè possiamo gioire per momenti brevi, poi torniamo a una condizione meno intensa.

Sono le neuroscienze a dare una risposta più chiara alla domanda. Richard Davidson, esperto di meditazione, padre delle neuroscienze affettive (quelle che studiano le emozioni) ha scoperto che le persone che attivano in modo più forte i centri del benessere sono capaci di raggiungere notevoli stati di equilibrio emotivo.

Per cui la felicità sembra essere molto connessa al fatto di essere in grado di avere equilibrio emotivo, cioè una condizione che in linguaggio comune chiameremmo “tranquillità”.

Per cui sembra corretto sostenere che le persone più felici siano quelle che sono capaci, per periodi di tempo lunghi, di mantenere uno stato di tranquillità o equilibrio emotivo.

A questo punto sopraggiunge anche una riflessione sulla resilienza.

Essere resilienti significa essere capaci di tornare a uno stato di equilibrio dopo un evento fortemente stressante e disturbante. Per cui potremmo dire che la resilienza è la capacità di mantenere l’equilibrio emotivo anche in condizioni di forte stress.

Quindi, se stai cercando la felicità, dovrai imparare a raggiungere momenti di equilibrio emotivo e mantenerli il più a lungo possibile. Per diventare resiliente dovrai imparare a recuperare quegli stati di equilibrio emotivo anche dopo un evento disturbante.

Articolo di Massimo Giusti



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