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La nascita della Psicoterapia

La nascita della Psicoterapia

La nascita della Psicoterapia

E’ con Pierre Janet che nascono i fondamenti basilari della psicoterapia contemporanea. Quest’affermazione sarebbe sicuramente criticata da molti colleghi, ma ciò che è incriticabile è che mentre tutti ricordano il nome di Sigmund Freud, non molti sanno chi è Pierre Janet.

Eppure i termini di “subconscio“, “ideazione fissa”, “analisi psicologica” e la concezione della “psicologica dinamica” sono tutte quante da far risalire a Janet. A queste si aggiungono l’uso di tecniche di decondizionamento (tipica dell’odierno cognitivismo comportamentista), alcuni spunti di metodi paradossali (specifica delle terapie sistemiche), la teoria del trauma utilizzata ampiamente da Freud nella sua elaborazione della Psicanalisi.

Janet fu filosofo prima, poi psicologo e dunque medico. Questa grande conoscenza e questa vasta formazione svela tanto le sue doti intellettive quanto la sua incredibile curiosità. Trascorse i primi anni di lavoro a Le Havre, come professore di filosofia. Qui avvenivano spesso spettacoli di ipnotismo ad opera di teatranti e maghi, altrettanto spesso i giornali raccomandavano alle donne che si invaghivano di personaggi famosi di rivolgersi a Charcot per curarle dell’isteria.

In questa cittadina vicina a Parigi condusse i suoi primi esperimenti di ipnosi, scoprendo quello che all’epoca era definita “ipnosi a distanza“. Non saprei dire se l’idea di ipnotizzare a distanza qualcuno venga da questo evento storico, di certo so dire che si trattava solamente della prima volta in cui qualcuno si interessava scientificamente alla “suggestione post ipnotica“. Questa è un’atto successivo alla trance ipnotica. Viene chiesto ad una persona di fare o dire qualcosa dopo che sarà uscita dalla trance ipnotica. A volte le persone fanno questa cosa. Purtroppo l’idea di suggestione post ipnotica ha favorito senz’altro l’idea per cui sotto ipnosi si ubbidisce all’ipnotizzatore. Il fatto è che sotto ipnosi si possono fare molte cose, nessuna di queste però va contro alla persona ipnotizzata. Se una persona non vuol fare qualcosa, in altre parole, non la fa e basta.

Altro evento molto importante fu il lavoro che fece con una paziente che era gia stata ipnotizzata nel passato. All’epoca si credeva che tutto ciò che di scientifico riguardasse l’ipnosi fosse dovuto a Charcot e Bernheim.

Janet, incuriosito da questa sua paziente e da ciò che sembrava aver gia vissuto ricercò i testi scritti dai magnetizzatori del passato, scoprendo che molto di ciò che Bernheim e Charcot passavano per nuovo era in realtà gia conosciuto dai seguaci di Mesmer oltre un secolo prima.

Proseguendo i suoi studi Janet ideerà un metodo, chiamato “analisi psicologica“, che verteva alla ricostruzione della storia del disturbo. La cosa oggi è di uso comune e fa parte della pratica clinica quotidiana, ma fu Janet a metterla in pratica per la prima volta, di sicuro fu uno dei primi a farlo.

Era solito indurre i suoi pazienti sotto ipnosi. Benché le donne isteriche fossero ritenute le sole ad essere ipnotizzabili Janet visitò anche molti uomini, ed elaborò una teoria legata al trauma psicologico che costituisce la base della psicanalisi che nascerà di lì a poco. Infatti si rese conto che molte persone ricordavano cose ed eventi del loro passato. Questi ricordi, una volta ritornati in memoria, permettevano un lavoro psicoterapeutico che aiutava a ridurre l’impatto del sintomo. In un caso clinico Janet usò un metodo che è molto vicino alla desensibilizzazione sistematica, metodo principe delle terapie cognitivo-comportamentali. In altri casi i suoi interventi ricordano, embrionalmente, interventi simili a quelli paradossali tipici delle scuole sistemiche, in altri casi la sua forma terapeutica appariva una specie di precursore della psicanalisi.

Ritenne che le persone avessero delle idee fisse che in qualche modo li tormentavano. A volte erano ideazioni facilmente ricordabili, altre volte erano idee fisse subconscie. Riteneva che frammenti della personalità fossero dissociati e relegati nel subconscio e che continuassero ad influenzare, nonostante ciò, il nostro comportamento quotidiano.

Quanto appena esposto è all’incirca ciò da cui partì Sigmund Freud prima dell’invenzione del metodo Psicoanalitico. Sarà sempre negato da Freud, e Janet in una conferenza si scontrò con l’allora allievo di Freud, Carl Gustav Jung, sostenendo che la psicanalisi non fosse altre che un’approfondimento della sua idea sul trauma e criticando aspramente l’eccessiva focalizzazione freudiana sull’origine sessuale delle nevrosi. Ovviamente Jung difese Freud e la psicanalisi, il momento della fuoriuscita di Jung dal movimento psicanalitico era ancora lontano.

Una cosa che fa comprendere il genio di Janet è la sua concezione dei ricordi che riemergono sotto ipnosi. Oggi giorno è ancora radicata l’idea per cui sotto ipnosi i ricordi siano reali, veri. Janet gia sapeva che in realtà erano ricordi non necessariamente identici o simili alla realtà. A volte simboleggiavano la scena che rappresentava il trauma, altre volte erano ricostruzioni non veritiere influenzate da associazioni o altri fenomeni che poco avevano a che vedere con la realtà biografica del suo paziente. Inoltre, anticipando di molto i tempi, si concentrava moltissimo sulla vita presente dell’individuo (questo concetto sarà ripreso particolarmente da Frederick Perls, psicanalista fondatore della Terapia della Gestalt) e sull’estrema fiducia nei suoi pazienti (questo in qualche modo ricorda la Terapia Centrata sul Cliente di Carl Rogers).

A proposito della fiducia è interessante sapere che Janet parlò persino col demonio. Un suo paziente, infatti, era stato ricoverato perchè ritenuto posseduto dal demonio. Janet non contrastò mai il delirio ma lo assecondò (in questo è molto simile ad alcune tecniche paradossali usate nelle terapie sistemiche) parlando con satana in persona. Riuscì ad arrivare dal dialogo con satana ai profondi sensi di colpa e rancori di questa persona, curandola.

Da qui in poi la storia di Janet prenderà un corso suo proprio. Siamo all’incirca tra il 1890 ed il 1910. Purtroppo questo illustre studioso incontrerà vari ostacoli che in qualche modo non permetteranno alla sua opera di diventare famosa nel mondo, e le sue fantastiche innovazioni ed intuizioni rimarranno a lungo nello sfondo del panorama psicoterapico che andrà creandosi in quegli anni.

Sarà Sigmund Freud a porre la pietra più importante per la costruzione della psicoterapia contemporanea. Sarà il primo a creare un metodo di cura basato sul dialogo e dotato di una teoria plausibile per il contesto storico di riferimento ed un metodo clinico ben definito.

Il dott.Freud conobbe Charcot e ne fu allievo. I primi soldi li guadagnò grazie all’uso dell’Ipnosi e per studiarla entrò in contatto con i più famosi ipnotisti dell’epoca. Le sue posizioni sull’ipnotismo erano una via di mezzo tra quelle del suo maestro e di Bernehim, col quale collaborò per qualche settimana. L’idea iniziale di Freud era molto simile a quella di Janet, e considerando la fama di Janet (era chiamato “Il Maestro”) non poteva che essere così. Insieme a Joseph Breurer conduceva esperimenti di ipnotismo in cui, indotta la trance ipnotica, richiamava alla memoria eventuali ricordi traumatici all’origine del disturbo. Egli riteneva che favorendo il ricordo di eventi traumatici fosse possibile guarire il paziente. Una seduta con una paziente, Anna O. (il suo vero nome è Bertha Poppenheim) indusse Freud ad abbandonare l’ipnosi in favore di quello strumento che diverrà la psiconalisi. Uscendo dalla trance pare che questa paziente avesse abbracciato o baciato Breurer, causando ovviamente un gran turbamento nel medico (si pensi al contesto storico dell’epoca ed al pregiudizio per cui le pazienti ipnotizzate sono in balia dei bassi istinti dell’ipnotizzatore) e inducendo a trovare delle modificazioni al metodo utilizzato.

Fu questo spostamento a fornire propellente per la creazione della psicanalisi. Freud era allievo di Charcot, estremamente legato all’uso dell’ipnosi. Inoltre, benché Charcot conoscesse l’operato di Janet, il suo modo di usare l’ipnosi per la cura dei pazienti rimase meno sofisticato ed acuto. Freud, pur conoscendo Janet, era stato allievo del grande Martin Charcot e quando tornò a Vienna questa figura era ancora mitizzata dal giovane padre della psicanalisi. Probabilmente fu questo a far si che trovasse inadeguato il metodo di Charcot spostandosi su quello che sarà, successivamente, l’analisi del transfert e dei sogni.

Storicamente si fa risalire all’abbandono dell’ipnosi, da parte di Freud, la nascita della psicanalisi, che di fatti costituisce la prima forma di psicoterapia contemporanea. Da quanto scritto può apparire che Freud abbia plagiato Janet, ma voglio render emerito anche a medico viennese di quella che sarà l’idea centrale della psicoterapia fino ai giorni nostri.

La psicanalisi Freudiana si basava sul concetto di transfert. In altre parole il paziente tende a vedere nell’analista una persona affettivamente importante del suo passato. In genere il padre o la madre. Tende inoltre a mantenere dei comportamenti ed attegiamenti nei confronti dell’analista come se questi in qualche modo fosse realmente questa figura importante del passato del paziente.

Ovviamente anche le correnti psicanalitiche più contemporanee hanno abbandonato questa idea di terapia in favore di qualcosa più complesso ed elaborato, ciò che conta è che fu Freud a rendere la “relazione” l’aspetto centrale della cura e della terapia. Ogni forma di psicoterapia, sia essa sistemica, gestaltica, integrata o comportamentale, prevede una modalità di relazione e di relazionarsi col paziente all’interno della quale mettere in atto le tecniche terapeutiche.

E’ così che ufficialmente nasce la prima forma di psicoterapia: la psicanalisi

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