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Il Training Autogeno

Il Training Autogeno

Il Training Autogeno

In cosa consiste il Training Autogeno?
Come lo definì Schultz è un metodo di autodistensione da concentrazione psichica, in altre parole si raggiunge il completo rilassamento tramite la concentrazione.

Consiste nella ripetizione di alcune formule che aiutano la persona a focalizzare la propria attenzione su precise sensazioni corporee che producono nella persona una sensazione di rilassamento in tutto il corpo. Queste in genere non si manifestano immediatamente, ciascuna sensazione necessita di un po di tempo per essere percepita correttamente.

Tali esercizi necessitano di costanza nell’allenamento e vengono svolti prendendo alcuni accorgimenti che ne facilitano l’esecuzione.

Quali sono gli esercizi
Gli esercizi somatici sono 6:
Pesantezza
Calore
Cuore
Respiro
Plesso Solare
Fronte

Al termine di ogni allenamento, sia nella fase iniziale del percorso che finale l’allievo resta nella così detta pausa profilattica, cioè un tempo di alcuni minuti in cui resta a percepire le sensazioni che provengono dal proprio corpo. Dopodichè si eseguono gli esercizi della ripresa.

Scopo dell’allenamento è quello di giungere a percepire le sensazioni di calma, pesantezza, calore eccetera senza più la necessità di ripetere le formule e prolungando invece il tempo della pausa profilattica.

Quali sono gli effetti del Training Autogeno
Gli effetti più comuni nel TA sono lo smorzamento della risonanza emotiva, cioè una riduzione della responsività emotiva agli eventi.

Recupero di energie fisiche e psichiche. All’incirca 10 minuti di TA corripsondono ad il recupero energetico di 1 ora di sonno

Modificazione del vissuto cenestesico. Cioè il soggetto acquisice una nuova percezione corporea, più sensibiloe e completa anche verso sensazioni nuove

Regolazione vasomotoria. Sostanzialmente vi è una vasodilatazione periferica per gli esercizi di calore ed una vasocostrizione nell’esercizio della fronte fresca

Autoregolazione delle funzioni corporee normalmente involontarie. È possibile influenzare il funzionamento delle proprie funzioni corporee come l’apparato gastro-intestinale

Ipermnesia. Si può migliorare la memoria

Aumento della concentrazione

Riscoperta di uno spazio personale. Molte persone durante i corsi dicono spesso quanto sia difficile trovare pochi minuti soltanto per sé durante la giornata, al temrine dei corsi questa abitudine è considerata uno dei maggiori vantaggi

A cosa serve il TA
È una tecnica di rilassamento completa utilizzata in moltissimi campi della medicina e psicologia. Può migliorare la memoria, serve a creare motivazione, ha notevoli effetti psicosomatici come nel rossore, nell’ansia o per l’asma bronchiale, problemi d’intestino. In ambito psicologico è consolidato il suo uso nel discontrollo degli impulsi (la rabbia impulsiva) e nella timidezza (la fobia sociale). Riduce lo stress, migliora le prestazioni sportive, la concentrazione (per esempio per gli studenti).

Applicazioni in psicologia

Trattamento dell’ansia, fobie, disturbi ossessivi, disturbi della sessualità, disturbi del sonno, gestione della rabbia e dell’impulsività

Applicazioni non psicologiche

In ambito educativo come scaricamento dell’ansia e dell’emotività, recupero della concentrazione, ansia da esame

In ambito lavorativo favorisce il recupero di energie, della concentrazione, riduce l’aggressività

Applicazioni sportive

Riduce l’ansia preagonistica, favorisce la focalizzazione sull’obiettive, aumenta la concentrazione durante la prestazione, negli allenamenti favorisce il recupero

Chi inventò il Training Autogeno
Johannes Heinrich Schultz, medico tedesco, nacque a Gottingen nel 1882 e morì a berlino nel 1970. Prese parte al movimento psicanalitico berlinese e fu allievo diretto di Sigmund Freud. Decise di abbandonare la psicanalisi in quanto all’epoca non prendeva in considerazione gli aspetti corporei ai quali lui voleva dedicarsi. Fu successivamente allievo di Oskar Vogt, fisiologo tedesco e ideatore del Rilassamento Frazionato, ma anche col nuovo maestro non trovò risposta alle sue esigenze di creare una tecnica breve ed utile da trasmettere in toto ai suoi pazienti. Tale idea era decisamente fuori moda all’epoca, infatti ancora predominava una concezione psicoanalitica molto ortodossa che prevedeva un numero elevato di sedute per lunghi periodi di tempo e l’instaurarsi di un rapporto di dipendenza tra paziente e analista. Grazie ai suoi studi con Charcot alla Salpetriere di Parigi aveva appreso l’ipnosi, e fu grazie ad essa ed ai resoconti dei suoi pazienti che ideò gli esercizi che oggi costituiscono il Trining Autogeno. Rimase infatti colpito dalle sensazioni che gli riferivano i suoi pazienti al riusveglio dall’ipnosi, quali calore diffuso all’addome o pesantezza alle membra. Di fatti la pesantezza ed il calore costituiscono i primi due esercizi del TA.

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