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Il Pensiero Positivo, cos’è e perchè funziona

Il Pensiero Positivo, cos’è e perchè funziona

Il Pensiero Positivo, cos’è e perchè funziona

Il Pensiero Positivo è una forma dialogo interno che produce indubbi benefici nella persona. Basti pensare a tutte quelle situazioni in cui vi siete demoralizzati e avete sentito il vostro umore abbattersi. Questa sensazione ha prodotto sconforto, scoramento, delusione, tristezza, rabbia ecc. Cioè tutta una serie di emozioni che rischiano di diventare lo stato d’animo standard della persona. Il Pensiero Positivo è capace di modulare questi stati d’animo trasformandoli in curiosità, speranza, gioia, soddisfazione ecc. Cioè forme emozionali assai differenti da quelle da cui siamo partiti.

Questa constatazione portò Martin Seligman a studiare protocolli di intervento sulla depressione, riuscendo ad avere un numero discreto di successi che non si limitavano alla scomparsa del sintomo ma alla trasformazione che il paziente operava nella propria vita. Lo stesso avvenne per ansia e disturbi ossessivi.

Ma non è finita qui, il pensiero positivo è stato ampiamente studiato e le scoperte in questo campo sono state davvero interessanti. Studiando i processi che conducono a trovare soluzioni il Pensiero Positivo riveste un ruolo importante. Le soluzioni sono correlate a forme di Pensiero Positivo mentre i problemi, gli ostacoli e le fasi di blocco (personale, organizzativo, relazionale ecc…) sono legate a forme di pensiero negativo.

La cosa può sembrare banale ma non lo è. Il nostro linguaggio e le nostre forme verbali più diffuse contengono tantissime modalità di pensiero negativo. Con pensiero negativo in questo caso intendo l’uso di negazioni. Come “non” o “in-felice”. Una persona che dice di essere infelice non dice niente, se non che non è felice. Ma su questo ci ritornerò fra poche righe.

Pensiamo all’educazione dei figli, quante volte diciamo “non fare” una certa cosa? Si tratta di una forma verbale inibente, cioè dovrebbe interrompere o inibire un comportamento facendo capire che non è gradito. Ma come avviene l’inibizione nel nostro cervello? In un modo completamente diverso. Quando stiamo lavorando il fatto di restare sul compito ci impedisce di chattare, usare i social oppure distrarsi in altro modo. La questione è che ho una priorità, sto lavorando e quel compito appartiene ad un contesto (fisico, sociale e relaizonale) che il cervello identifica molto bene. Se quel compito in quel contesto costituisce una priorità allora resterò sul compito e “non mi distrarrò”.

E’ controproducente usare il pensiero “non devo guardare i social” perché questa forma di pensiero è differente da ciò che la nostra mente fa per inibirsi, dunque l’attenzione si sposterà sui social e su ciò che potresti trovare (alimentando la curiosità) e se continuerai per un tempo più o meno lungo a stare su quel pensiero sentirai una certa spinta all’azione.

Sono dunque le priorità a permettere alla nostra mente di capire quale comportamenti attuare e quali inibire e queste si creano tramite forme di Pensiero Positivo, che è motivante in quanto legato a possibilità e opportunità. Per questo motivo motivare un figlio (“imparare a motivare un figlio”) è molto più produttivo. Imparerà a scegliere da solo di studiare o fare certe cose, in tal modo riuscirà a passare dalla motivazione esterna del genitore a quella interna e personale.

Una persona che sostiene di essere infelice sta dicendo di “non essere felice“. Ma come sta? Usando forme affermative (Pensiero Positivo) costringe la sua mente ad interrogarsi sul proprio stato d’animo, potrebbe anche dire che è delusa. Certamente l’emozione non è delle migliori ma sappiamo qual’è il problema. La delusione dipende sempre da una aspettativa verso di sé o il mondo esterno e dunque da qui possiamo arrivare a costruire una prospettiva delle soluzioni.

Il Pensiero Positivo è strettamente legato a soluzioni e possibilità. Quando troviamo la possibilità che possiamo attuare e ci attrae maggiormente ecco che il comportamento negativo viene inibito. Inizialmente di rado, poi sempre più spesso fino a sostituirlo.

Pertanto questo tipo di pensiero permette la modulazione degli stati interni rendendoli migliori, camnbia i nostri comportamenti aiutandoci a trovare soluzioni e alternative che ci fanno stare meglio. Esattamente quelle cose che ci permettono A) di stare meglio e B) di far stare meglio chi ci sta intorno

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Un primo esercizio per apprendere il Pensiero Positivo è il seguente. Quando pensi con te stesso/a inizia a utilizzare esclusivamente forme di pensiero affermativo, bandisci le negazioni dalla tua mente e concentrati sempre su alternative e soluzioni. Scoprirai che è ben più difficile del previsto ma dopo qualche ora inizierai a provare interesse per questa attività. Dopo qualche giorno inizierai a provare una sensazione di leggerezza crescente (stai tranquillo/a, l’illuminazione è ancora lontana!). Quando il tuo corpo si sarà accorto di questa sensazione ogni mattina inizia a scrivere tre cose per cui sei grato o grata. Tre semplici cose, ogni mattina tre cose differenti.

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