Dr Massimo Giusti

I diversi modi di vivere il dolore

I diversi modi di vivere il dolore

I diversi modi di vivere il dolore

Esistono molti modi di vivere un’esperienza dolorosa. Alcuni di questi hanno delle conseguenze decisamente poco piacevoli per se stessi e anche per le relazioni sociali. 

Fra i modi più dannosi per le relazioni sociali c’è sicuramente il metodo dell‘accusatore. Si tratta di quelle persone che di fronte a una esperienza dolorosa cercano il colpevole. Hanno bisogno di un responsabile su cui scaricare la frustrazione sotto forma di aggressività.  

Non si tratta di una ricerca razionale ma del bisogno individuale di scaricare lo stress dovuto al dolore per cui ogni occasione, anche la più banale, è perfetta per puntare il dito contro a qualcuno. Queste persone molto spesso colgono piccole incomprensioni a pretesto per aggredire lo sfortunato interlocutore, meglio se persona conosciuta perchè avrà più difficoltà a reagire. 

Un’altra tipologia piuttosto dannosa per se è gli altri sono i propiziatori.  Si tratta delle persone che si lamentano spesso con la scusa di sfogarsi, questa pessima strategia di scaricare la tensione funziona per poche ore o giorni, dopo di che è necessario sfogarsi nuovamente. 

Una delle peggiori conseguenze a cui vanno incontro i propiziatori é di rivivere spessissimo la situazione difficoltosa, raccontandola, in questo modo finiscono per rinfrescare sempre il ricordo doloroso che resta vivo nella memoria e tornerà a farsi sentire sempre più spesso. Inoltre le persone finiscono per sentirsi usate come cestini, dove l’amico propiziatore getta le sue cartacce periodicamente. In questo modo finiranno per non provare più piacere a stare col propiziatore che finirà per sciupare o deteriorata le sue relazioni sociali. 

Il terzo modo è quello del superlogico.  Si tratta di quelle persone che affrontano le cose come se non riguardassero loro. Appaiono freddi e distaccati senza dare spazio all’empatia o a quella sensibilità che ci riguarda quando soffriamo. È un modo di fuggire dal dolore che non crea reali legami con chi circonda il superlogico. Queste persone finiscono per crearsi una rappresentazione della realtà fredda e distaccata con pochi rapporti sociali o addirittura nessuno. 

Il quarto modo è quello del distrattore.  Sono le persone che cercano di distrarsi in ogni modo per non soffrire. Si dedicano a mille impegni e riempiono le giornate per non avere il tempo di pensarci. 

L’ultimo modo è quello degli equilibrati. Sono persone che inizialmente soffrono. Stanno male. Rifiutano ciò che succede e cercano una soluzione ma poi accettano la situazione molto rapidamente. Sanno che se eviteranno il dolore questo li accompagnerà molto a lungo rendendoli la vita molto più complicata e peggiore. Per cui accettano di soffrire, sapendo che col tempo questa sofferenza si ridurrà e che grazie a un dolore provato oggi potranno riprendersi domani. 

Gli equilibrati in poche parole seguono il processo di autoguarigione spontaneo evitando di aggiungere sofferenza alla vita nel vano tentativo di trovare una scorciatoia. Sanno che la sofferenza fa pare della vita e che possono soltanto affrontarla senza poterla evitare. 

Massimo Giusti

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