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Mio figlio si droga: i comportamenti del dipendente

Mio figlio si droga: i comportamenti del dipendente

Mio figlio si droga: i comportamenti del dipendente

Le aree cerebrali implicate nelle dipendenze sono coinvolte anche nelle reazioni di ansia, panico, depressione, nelle separazioni sociali, nella costruzione e rottura dei legami affettivi. Una iperstimolazione di tali aree tramite l’assunzione di sostanze determina un alleviamento di ogni sensazione negativa ed un accentuarsi delle sensazioni positive. Una ipostimolazione determina invece irritabilità, ansietà e irrequietezza.

L’abuso di sostanze, pertanto, cambia il modo di vivere i legami affettivi, il rapporto con i familiari e parenti, si creano forti legami con soggetti che facilitano l’accesso alla sostanza o con cui si divide il consumo di essa.

I legami affettivi vengono vissuti con intensità differenti. Forti e intensi, con rotture improvvise e violente.

Quando questa situazione diventa evidente alla famiglia, i genitori e/o il partner si preoccupano molto. Inizialmente credono che sia un problema recente, poiché non se ne erano mai accorti.

Quando queste reazioni sono evidenti sono indice di un comportamento consolidato, stabile e in corso da lungo tempo, a volte già da anni.

Il motivo per cui i parenti non se ne sono accorti è dovuto al fatto che l’uso di alcune sostanze è illegale. Per cui è tenuto nascosto al fine di conservare un legame affettivo con parenti e amici. Purtroppo, questo legame affettivo col tempo assume finalità di altro genere, utilitaristiche. Come un posto dove dormire quando si è litigato con la moglie o il marito o i genitori. Un prestito di piccole somme, magari ottenuto con scuse varie (l’assicurazione, un incidente che si vuol tenere nascosto per non peggiorare le cose).

Molti familiari tendono a negare la tossicodipendenza del figlio, del marito o della moglie. L’intento è di proteggere la persona dal giudizio sociale, la perdita del lavoro, la sfiducia. Di fatti questo comportamento contribuisce, spesso, a consolidare ed aggravare la condizione del dipendente, rendendo sempre più difficile il recupero.

Il principale gesto d’amore è di riconoscere il problema e stimolarne la soluzione.

 

 

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