Dr Massimo Giusti

Gestione emotiva: rabbia e colpa

Gestione emotiva: rabbia e colpa

Gestione emotiva: rabbia e colpa

La gestione emotiva è fondamentale in ogni contesto di relazione, dove si debba interagire con qualcuno professionalmente, in ambito familiare o di amicizia.

gestione emotiva

La rabbia e la colpa sono spesso emozioni difficili da gestire, richiedono un grande sforzo e se non vengono controllate possono dare il via a una serie di comportamenti che non ci piacciono. Facciamo qualche esempio.

Immagina una persona che si arrabbia quando gli viene data della stupida. A tutti noi da fastidio una cosa del genere ma non sempre reagiamo in modo rabbioso. Chi ha una reazione automatica di rabbia commette una serie di errori di pensiero:

  1.  Ritiene giustificata la propria rabbia, anche se può convenire che non sempre è una reazione utile
  2. Inizia a reagire in modo rabbioso ogni volta che un comportamento viene da lei interpretato come quello che la fa arrabbiare. Per esempio potrebbe interpretare male una battuta, pensare che le stanno dando della stupida e arrabbiarsi inopportunamente.
  3. La rabbia è quasi sempre distruttiva. Non è vero che le emozioni sono tutte belle e buone, esternare la rabbia porta a distruggere i rapporti o quantomeno a peggiorarli, diciamo cose inappropriate di cui ci pentiamo quando siamo arrabbiati. La rabbia ha un numero davvero elevato di effetti controproducenti.

Le persone che si arrabbiano in una conversazione passano dalla parte del torto, finendo per prendersi le critiche anche quando hanno assolutamente ragione.

Chi si arrabbia in una conversazione, sostanzialmente “perde” sempre, perché perde il controllo.

Sono le risposte razionali, logiche, calme e pacate che evidenziano la nostra fermezza, la capacità critica e il saper gestire la situazione. Amiamo, ci piacciono, stimiamo chi mantiene il controllo anche quando la situazione si fa scottante.

La colpa è un’altra delle emozioni che dobbiamo assolutamente comprendere nella nostra gestione emotiva. La colpa è una vera maledizione ma per fortuna la gestione emotiva è un contro incantesimo efficace.

Nel momento in cui ti senti in colpa diventi accondiscendente, puoi preferire di rinunciare al tuo interesse per quello altrui, creando la pessima abitudine di mancarti di rispetto.

Puoi trovarti a trascurare la tua famiglia per un’altra persona, puoi finire per perdere ore del giorno in disagio a causa di una sciocchezza a cui le altre persone coinvolte non pensano neppure.

La colpa spinge a farsi domande e mettersi in discussione anche di fronte a persone che vogliono soltanto approfittarsi. Quando ti senti in colpa pensi a te stesso, la tua attenzione finisce dentro di te e finisci per perdere quei segnali che ti farebbero capire come stanno realmente le cose.

Rabbia e Colpa sono quindi emozioni che devono essere oggetto della tua gestione emotiva, ma come si fa a controllarle quando sono automatiche? Come possiamo cambiare quelle reazioni che sentiamo essere parte di noi, così spontanee e naturali? (leggi in proposito alla spontaneità e la naturalezza questo articolo qui)

Le emozioni sono in buona parte frutto dell’apprendimento, specialmente le reazioni emotive sono frutto di apprendimento. Questi apprendimenti non sono casuali, sono tentativi di soluzione a problemi che spesso si sono verificati quando eravamo piccoli e non avevamo gli strumenti cognitivi per interpretare il mondo di un adulto. A volte neanche ricordiamo di avere appreso una reazione automatica di rabbia o di colpa.

Quando le cose stanno in questo modo è inutile usare le tecniche fai da te, è necessario fare un percorso dove un esperto usa delle tecniche specifiche su di noi per modificare le neuroassociazioni che causano quella reazione. Per esempio si crea, tramite ipnosi o altri strumenti, una sensazione emotiva positiva capace di neutralizzare la colpa o la rabbia. A quel punto di distrae il paziente e si fa in modo che con i ricordi acceda al momento in cui, in passato, ha avuto quelle reazioni negative. Quando è in questo stato emotivo si usano dei segnali che sono in grado di attivare la reazione emotiva positiva creata pocanzi. Ciò che si verifica è una specie di corto circuito che desensibilizza la reazione automatica.

A questo punto si fa in modo che la persona immagini vividamente se stessa in situazioni analoghe ma avendo una reazione positiva (con l’ipnosi, le visualizzazioni e altre tecniche) e si fa in modo che le sensazioni che prova durante questa visualizzazione si installino nella mente grazie all’uso di alcune stimolazioni controlaterali che permettono ai due emisferi cerebrali di comunicare meglio tra di loro.

GIà dopo due o tre applicazioni di questo tipo le reazioni, anche quelle che durano da decenni, iniziano il loro percorso di cambiamento.


Lascia un commento