Dr Massimo Giusti

Fobia delle donne: la ginecofobia

Fobia delle donne: la ginecofobia

Fobia delle donne: la ginecofobia

Ebbene si, esiste anche la paura delle donne. Mai successo di vedere un uomo che di pur guardando e mostrandosi interessato evita l’approccio. Oppure l’uomo che si avvicina alla donna ma improvvisamente si ferma, distrae e sembra ripensarci?

Ecco, potrebbe essere un caso di ginecofobia, la paura delle donne. Freud credeva che fosse dovuta al mancato superamento del complesso edipico, io nel mio studio trovo delle situazioni che hanno origini abbastanza diverse.

Chi soffre di questa fobia ha una reazione di ansia immotivata di fronte ad una donna verso cui nutre interesse. Per un approfondimento sull’ansia clicca qui. Nel momento in cui l’uomo sente questa reazione finisce col preferire l’evitamento dell’approccio, questo ovviamente è molto limitante per la vita relazionale e l’autostima.

Per migliorare la tua autostima leggi qui alcuni esercizi.

Ho avuto modo di lavorare con due tipologie di ginecofobia. La prima dovuta a esperienze pregresse, la seconda a una bassa autostima. Vediamo insieme le differenze.

Chi ha una bassa autostima impara a temere l’approccio perché teme il rifiuto o di non essere in grado di soddisfare la donna o di poterla conquistare. Di non valere abbastanza.

Questi timori sono piuttosto frequenti nel giovane maschio e vengono superati con l’adolescenza, ma non sempre è così facile. A volte le esperienze possono contribuire a una costruzione della propria autostima piuttosto precaria e questo nel tempo porta a sviluppare il timore dell’approccio.

Una volta creata la reazione ansiosa ad ogni campanello d’allarme l’approccio è evitato e questo comporta un ulteriore smacco per la propria autostima confermando l’idea deficitaria che già avevamo.

L’altro tipo di ginecofobia deriva da esperienze di relazione andate male, spesso estremamente sofferte oppure stressanti.

Le donne che vivono relazioni con manipolatori o narcisisti, maltrattanti o stalker, tendono a sviluppare un certo timore e diffidenza verso l’uomo. Non si manifesta come paura dell’uomo ma della relazione. Nell’uomo la reazione può essere diversa e tende a sentire timore e ansia quando si approccia a una donna che desidera.

Anche in questo caso nel momento in cui si instaura la reazione ansiogena ad ogni campanello d’allarme l’approccio viene evitato.

La terapia nei due casi converge su un punto. La reazione di paura e timore deve essere appiattita e per questo si usano delle tecniche di desensibilizzazione rapida. Se già frequenti il mio sito web o la mia pagina facebook sai perfettamente che pratico forme di terapia concrete.

Quando la reazione ansiogena si è ridotta il paziente diviene consapevole che la situazione può finalmente cambiare e si passa alla seconda parte della terapia.

Questa seconda parte cambia. Nel caso di una ginecofobia con carenza di autostima si deve procedere a un trattamento che non riguarda la donna in sé ma le esperienze che hanno ridotto l’autostima. Anche in questo caso la terapia.

Nel caso di esperienze relazionali pregresse disfuzionali è necessario concentrarsi su queste.

La ginecofobia nella mia esperienza richiede un trattamento piuttosto semplice e rapido. L’ostacolo più difficile da abbattere è la vergogna dell’uomo a mostrare questa sua debolezza, condannandosi a una vita di relazione insoddisfacente senza un motivo reale.

Spero che questo articolo ti sia stato utile.

Un abbraccio

Massimo Giusti




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