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fine del mesmerismo

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Parigi e la caduta di Mesmer

Non sono riuscito ad accertarmi di quando Mesmer fosse entrato a far parte della massoneria. Ciò che è certo è che egli ne faceva parte. In ogni caso era sempre stato a contatto con personaggi illustri dell’epoca, conosceva il medico di Isaac Newton e probabilmente lo stesso Newton, da cui alcuni autori ritengono abbia plagiato più idee per giustificare il suo magnetismo. Sicuramente era una persona dal carisma notevole, ammaliante e convincente. Sicuramente aveva contribuito a fondare o fondato direttamente la società dell’armonia (una società massonica) di cui facevano parte aristocratici e nobili. Era conosciuto per fama alla corte di Re Luigi XVI ed alla Casa Bianca grazie a persone vicine al presidente americano che per motivi di ambasceria, studio e relazioni diplomatiche stavano passando un periodo della loro vita a Parigi. Anch’essi probabilmente membri della massoneria d’oltre oceano.

Ma come mai Mesmer riuscì ad ottenere tanta fama ed attenzione, dando vita al mesmerimo?

La risposta è quasi banale. Arrivato nella Parigi pre-rivoluzionaria si ritrova in un periodo di particolare fervore anti-medico, esisteva persino il “partito radicale anti-medico” o qualcosa di molto simile ad esso. La psichiatria dell’epoca cercava la stessa rivalsa scietista di cui la medicina si era resa capace, ma molte delle malattie di nervi restavano incomprensibili ed etichettate come “dovute all’immaginazione“, in quanto ancora sfuggiva la complessità della malattia mentale e del disagio psichico. Per cui in quell’esercito di malati immaginari Mesmer trovò molte persone cui proporre la sua cura e la sua neonata concezione della malattia, “ostruzione del fluido vitale“.

Si munì di una specie di botte (baquet) all’interno della quale poneva polvere di metallo e delle bacchette di ferro, legno o vetro (ogni autore le descrive in vari modi). Disponeva le sue pazienti su tavoli o distese per terra, legate o meno da una fune che li congiungeva tutti insieme per favorire la magnetizzazione. Mescolava in queste vere e proprie cerimonie (lui stesso pare che si presentasse munito di una tunica viola) nobildonne e contadine. Altra grande provocazione allo stato sociale dell’epoca che riteneva nobili e contadini su piani sociali molto differenti. Otteneva grandi crisi collettive, guarigioni apparentemente miracolose ed un crescente numero di proseliti illustri. Criticherà formalmente la Facoltà di Medicina, proporrà una vera e propria scuola di magnetizzazione con delle regole pratiche per la formazione dei magnetizzatori e la pratica della magnetizzazione.

Un suo seguace, Deslon, aveva posizioni meno anti-mediche ma non riuscì a spostare Mesmer dalle sue posizioni. Molti autori, come Watkins, Kroeger, Weitzenhoffer e molti altri parlano di un Mesmer pieno di sé. Un Narciso in cerca di gloria, fama e successo. Un uomo pieno di carisma, grande comunicatore e dalle sorprendenti doti di induzione ipnotica (all’epoca questo termine non esisteva, si chiamava magnetizzazione e Mesmer ne era il massimo esponente nel mondo occidentale) ma dallo scarso se non assente intuito scientifico. Non tutti gli autori condividono questa opinione, alcune idee di Mesmer ricordano l’insegnamento della Psicologia e della Psicoterapia anche nei tempi moderni, va detto però che nonostante le sue enormi doti la sua ricerca di gloria lo possedeva più di quanto egli possedesse la conoscenza della vera natura del magnetismo.

Su richiesta di Deslon si formarono due commissioni, nominate da Re Luigi XVI, che avrebbero giudicato l’opera di Mesmer. Di queste commissioni facevano parte Beniamino Franklin, Lvoisier e altri studiosi dell’epoca. Il destino, beffardo, volle che fosse proprio la Facoltà di Medicina a costituire tali commissioni, proprio quella Facoltà che Mesmer sembrava tanto ansioso di screditare. Nel 1784 alcuni dei massimi esponenti della scienza occidentale analizzarono i 27 punti delle memorie di Mesmer, assistettero alle magnetizzazioni e giunsero alla conclusione che non esisteva alcun fluido animale, alcun influsso proveniente dagli astri ed attribuirono all’immaginazione le guarigioni di Mesmer. Si concluse che “le magnetisme sans imagination ne produit rien, l’imagination san magnetism produit des crises“. Il magnetismo senza immaginazione non produce niente, l’immaginazione senza magnetismo produce le crisi. I tre fattori che costituivano la pratica di Mesmer furono individuati in “contatto, immaginazione e imitazione”. Questi determinavano le crisi. Bisogna anche prendere in considerazione che si riteneva che l’energia animale, una volta mobilitata con le crisi, avesse più che altro una natura sessuale e ponesse la paziente, priva di freni inibitori, alla mercé dei bassi istinti del magnetizzatore. I tabù sessuali erano molto forti e l’idea di una “relazione” curativa, proposta da Mesmer in maniera lungimirante anche se decisamente sconclusionata, era difficilmente accettabile.

A Franz Anton Mesmer capitò qualcosa di incredibile. Divenne famoso in tutto il mondo per poi essere spodestato e tacciato di ciarlataneria. Provò a reagire al responso delle commissioni ma finì per abbandonare Parigi lasciando la sua pratica ai suoi discepoli ed alla credenza popolare. Come se oggi un uomo porponesse una cura che lo rende famoso nel mondo, una cura che si contrappone totalmente alle credenze scietifiche che possediamo e viene giudicato da una commissione dell’ONU, la quale giustifica la sua opera “frutto dell’immaginazione”. Una catastrofe che farà perdere ogni speranza di scientificità a tale pratica delegandone la sopravvivenza a saltinbanchi, teatranti di strada, menestrelli e giullari. La sorte che è toccata all’Ipnosi.

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