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Donne che Amano Troppo, quando la relazione si fa stretta

Donne che Amano Troppo, quando la relazione si fa stretta

Donne che Amano Troppo, quando la relazione si fa stretta

Clara, 28 anni, ogni volta che il suo compagno ha degli eccessi di gelosia capisce di essere amata. “E’ il suo modo di manifestare le emozioni” spiega..

Ginevra, 46 anni, indipendente da sempre, ha incontrato un uomo molto possessivo dopo la morte del padre. “mi faceva sentire a casa, mi sentivo sua, avevo bisogno di essere di qualcuno” .

Antonella, 39 anni, non si è mai posta molte domande, ha sempre cercato di fare le cose per bene, giuste, forse troppo accondiscendente, ma nessun partner si è mostrato realmente riconoscente. “Anzi, l’ultimo sembrava impazzito quando ho smesso, ed io mi sono sentita in colpa, per questo ho deciso di venire qui”.

Tre Donne, tre storie differenti se viste dall’esterno, da dentro sono molto simili, a tratti dolorose. Troppo semplicisticamente definite “croce rossine” certe donne Amano, di un’amore forte, passionale, intenso. Le farfalle nello stomaco, la passione, il desiderio, la voglia di stare con lui. Ma poi qualcosa cambia, la consapevolezza di essersi sbagliate, di essersi lasciate abbindolare, qualcosa che non torna. Ecco che la relazione finisce, lui che non molla, i suoi comportamenti, a volte preoccupanti, interpretati come amore, attaccamento.

Ci sono Donne che amano talmente tanto i loro uomini da accettare molte cose, troppe cose. Non importa la violenza fisica per sentirsi denudate della dignità, dell’affetto e dell’attenzione tanto desiderati.

Quali sono le caratteristiche salienti di queste relazioni? Chi sono questi uomini che meritano tanto amore?

Innanzi tutto cerchiamo di capire cosa avviene a livello relazionale, nel rapporto “io-tu”. Alcuni concetti sono fondamentali per comprendere come si vengono a instaurare certi tipi di relazione. Perchè, è importante dirlo, le relazioni “diventano” così, non “nascono” in questo modo.

Un primo concetto fondamentale è quello di “PUNTEGGIATURA”. E’ un vecchio ma funzionale concetto di scuola sistemica, modello Palo Alto. La punteggiatura conferisce ritmo al discorso, dà un senso alle frasi e ne permette una migliore interpretazione. Lo stesso vale nella coppia. La punteggiatura sono le abitudini accettate, permesse, senza essere state messe in discussione. “ciao amore vado a giocare con la squadra” è una semplice frase. Lui esce e va a giocare a calcetto con gli amici. Fa sport e si rilassa, stacca la spina. Gli fa bene e lo rende sereno. Se queste cose non vengono discusse, semplicemente accettate in silenzio, si parla di “punteggiatura”, cioè è stata messa una regola, “si può fare”. Apparentemente non c’è niente di male, il problema nasce quando queste libertà non sono reciproche, o se lo sono quando vengono fatte pesare. Generalmente solo uno dei due partner fa pesare queste cose sull’altro. Evitare il dialogo, il confronto, impedisce di chiarirsi, di rassicurarsi e di mostrare le recirpoche esigenze. E’ questo che rende la “punteggiatura” pericolosa, perché non sempre la regola “punteggiata” scandisce il ritmo di entrambi. Per cui il rapporto si sbilancia, questo genera spontaneamente frustrazione.

La coppia come “BASE SICURA”. Un rapporto sicuro è una relazione che permette ad entrambi di crescere e cambiare. Va vissuta come un cuscino, una terza persona, qualcosa in cui ritrovarsi e rispecchiarsi. Dove il confronto, la lite e la separazione sono fasi transitorie di un equilibrio più alto e importante. Dove l’eccesso non trova spazio, dove ciò che avviene è “per noi” e “PER ME”. Alle radici di una base sicura si trova il reciproco rispetto, l’educazione, l’attenzione e sopra ogni altra cosa il dialogo. Un coppia così parla molto, dei propri sentimenti e di ciò che desidera. Accetta quello che gli viene detto dall’altro/a senza il bisogno di deriderlo o sminuirlo o aggredirlo. Non si sente “meno amore” perché si esternano le indecisioni e le insicurezze, esattamente il contrario. Non è un rapporto idilliaco ma costruito con pazienza e fatica, perché ne vale la pena.

Questi due concetti vengono meno quando “si ama troppo”, perché il desiderio di compiacere l’altro è grande, il peso della rin uncia è piccolo e sopportabile, non ci si rende conto che così facendo si contribuisce alla creazione di una relazione con regole sbilanciate (punteggiatura) dove non c’è molto spazio per il dialogo ed i bisogni reciproci (la formazione di una base sicura).

L’errore della donna è quello di accettare tutto come se fosse normale così. “se lo fa vuol dire che è abituato così”, si dicono alcune donne, e tollerano. Contemporaneamente rinunciano a propri spazi e abitudini, fin quando non ne sentono una più forte esigenza. La reazione da parte del partner può essere di ironia (le frecciatine) o di chiusura (si arrabbia o tiene il muso). Queste donne si spiegano la cosa con un pizzico di soddisfazione (se fa così vuol dire che ci tiene), dando poco peso al pessimo modo di esprimere le proprie emozioni del loro partner.

L’errore dell’uomo è di dare le cose per scontato. Vede la donna che fa molto per lui, ma anziché dare valore alle sue rinunce le considera normali (vuol dire che gli sta bene) e interpreta ogni tentativo di riprendersi delle piccole libertà come un allontanamento (dove va? con chi va? non gli basta quello che gli do io?). La reazione è di paura, ma quella più evidente, spesso, è la risposta successiva alla paura: la rabbia. Notano che queste reazioni funzionano, sono interpretate come gesti d’amore, ed anziché interrogarsi sulle esigenze della compagna si tranquillizzano pensando di essere sufficienti a soddisfare ogni loro esigenza.

Cosa succede alla relazione? Si appiattisce, le regole, mai discusse, sono chiare ad entrambi i partner, che conoscono la reazione dell’altro ad ogni comportamento “fuori schema”. Si crea uno sbilanciamento di potere, la donna in genere è succube dell’uomo. Così appare e sembra. Quando la donna riesce a liberarsi è l’uomo che perde il controllo, sente l’esigenza di riapprorpiarsi di una relazione verso cui ha perso il controllo e può scaturire in condotte persecutorie.

Generalmente l’aiuto viene richiesto dalla persona che nella relazione ha oppure ha avuto meno potere, più spesso la donna ma non mancano gli uomini. Il fatto che i propri sforzi non abbiano portato i miglioramenti ed i cambiamenti sperati è vissuto con dolore, appare impossibile che questa sia la relazione che hanno vissuto e accettano mal volentieri le critiche degli altri, che spesso non le capiscono.

E’ molto importante, in questi casi, comprendere e dare parole a quegli aspetti che fino ad oggi non ne hanno avute, permettendo una più chiara comprensione del modo subdolo col quale certe “regole” si sono create e comprendere meglio le insicurezze che, anziché essere lenite da una sana relazione, sono state accentuate da una situazione spesso percepita come di inferiorità.

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