Dr Massimo Giusti

Disturbo da stress post traumatico: sintomi e diagnosi

Disturbo da stress post traumatico: sintomi e diagnosi

Disturbo da stress post traumatico: sintomi e diagnosi

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere anche questi altri articoli sul tema del trauma psicologico. In questo articolo troverai la diagnosi del disturbo da stress post traumatico presente nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM – V).

psicologo a firenze
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Trauma psicologico: sintomi e cura efficace

Trauma psicologico: sintomi e cura

Terapia dei traumi psicologici

Per poter far diagnosi di disturbo da stress post-traumatico il DSM-5, il Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali, propone alcuni criteri che guidano il clinico nell’iter diagnostico, che ricordo è competenza esclusiva delle professioni sanitarie di psicologoco, medico e psichiatra.

I criteri del DSM-5 per il PTSD riguardano sia adulti, sia adolescenti che bambini sopra i 6 anni. Sotto i 6 anni i criteri diagnostici cambiano.

I criteri del DSM-5 per il disturbo da stress post-traumatico sono:

A. Essere esposti ad un evento traumatico che ha messo in pericolo la propria vita, oppure un grave infortunio o un abuso sessuale in uno dei seguenti modi:

  1. Avere fatto una esperienza traumatica diretta
  2. Avere assistito ad una esperienza traumatica di qualcun altro
  3. Essere venuto a conoscenza di un evento traumatico accaduto ad un familiare o ad un amico
  4. Essere esposti più volte o in modo estremo a dettagli sgradevoli di un evento traumatico (questo criterio non si applica ad eventi o dettagli conosciuti attraverso televisioni, giornali o altro media)

B. La presenza di uno o più tra i seguenti sintomi intrusivi:

  1. Ricorrenti, involontarie ed intrusive memorie disturbanti dell’evento traumatico
  2. Ricorrenti incubi in cui il contenuto è legato al trauma
  3. Reazioni dissociative (come i flashback) che portano il soggetto a sentire e comportarsi come se stessero rivivendo il trauma
  4. Stati intensi e prolungati di disagio psicologico che si attivano da stimoli interni o esterni (ad esempio sentendo un particolare odore) che sono collegate al trauma
  5. Reazioni fisiologiche marcate che si attivano da stimoli interni o esterni collegati al trauma

C. Evitamento costante di stimoli associati agli eventi traumatici. Tale evitamento deve essere iniziato a seguito dell’evento traumatico e può essere di due tipo:

  1. Evitamento o sforzi per evitare ricordi, pensieri o sensazioni collegate all’evento traumatico.
  2. Evitamento o sforzi per evitare persone, luoghi, conversazioni, attività, oggetti e situazioni che ricordano l’evento traumatico e che scatenano pensieri, ricordi e sensazioni sgradevoli.

D. Alterazioni nel pensiero o nell’umore che iniziano o peggiorano a seguito dell’evento traumatico. Per soddisfare il criterio sono necessari almeno due sintomi tra questi indicati:

  1. Incapacità a ricordare un aspetto importante del trauma.
  2. Pensieri e credenze esageratamente negative e persistenti che riguardano se stessi, gli altri e il mondo.
  3. Persistenti cognizioni distorte sulle cause e le conseguenze dell’evento traumatico che portano l’individuo ad incolparsi dell’accaduto.
  4. Uno stato emotivo negativo persistente (ad es. costante sensazione di colpa, vergogna, ansia, terrore)
  5. Marcata diminuzione di interessi e partecipazione alle attività quotidiane
  6. Sensazione di distacco o straniamento dagli altri.
  7. Persistente incapacità a sentire emozioni positive

E. Marcate alterazioni nell’arousal e nella reattività associati all’evento traumatico che iniziano o peggiorano dopo l’evento traumatico. Sono necessari almeno due dei seguenti sintomi:

  1. Umore irritabile e scatti di rabbia espressi con aggressioni verbali o fisiche verso oggetti o persone
  2. Comportamenti spericolati o auto-distruttivi
  3. Ipervigilanza
  4. Reazioni di trasalimento esagerate
  5. Problemi di concentrazione
  6. Disturbi del sonno

F. Tutti i criteri (A, B, C, D ed E) devono essere presenti da almeno un mese.

G. Il disturbo deve causare un significativo disagio o disabilità in ambito sociale, lavorativo in altre importanti aree del funzionamento.

H. Il disturbo non è attribuibile all’uso di sostanze o farmaci o altra condizione medica

Inoltre la diagnosi di disturbo da stress post-traumatico può essere meglio specificata se sono presenti depersonalizzazione e derealizzazione. La depersonalizzazione è la costante sensazione di non essere in contatto con se stessi, come se ci si guardasse da fuori (ad esempio avere un alterato senso del sè o del proprio corpo). La derealizzazione invece è la sensazione di irrealtà del mondo circostante, come se ciò che viene percepito fosse irreale, distante o distorto.

La cura del disturbo da stress post traumatico è la desensibilizzazione sistematica, EMDR, terapia espositiva narrativa.

E’ possibile curare un PTSD molto bene e in tempi rapidi se ti rivolgi ad uno psicologo competente in materia. Lo psicologo è il professionista di riferimento per questo genere di problematiche.

Un trattamento NON professionale del PTSD può peggiorare i sintomi.

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