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Dipendenze affettive e amore

Dipendenze affettive e amore

Dipendenze affettive e amore

Le dipendenze o addictions, rappresentano un fenomeno presente anche in altre specie animali. Spontaneamente è presente in alcune scimmie del Madagascar che vivono in un territorio ricco di un particolare tipo di millepiedi. Questo secerne delle sostanze psicoattive che producono un effetto di piacere tale da aver determinato una vera dipendenza da parte delle scimmie, le quali molestano continuamente tali insetti al fine di stimolare la produzione della droga.

In  realtà tale sostanza è prodotta dagli insetti a fini protettivi. Cioè allontana i predatori. Per qualche strano caso si sono evoluti producendo una sostanza con piacevoli effetti psicotropi per quelle scimmie. Nonostante ciò la funzione protettiva è comunque assolta, infatti le scimmie NON si nutrono degli insetti, li stropicciano sulle labbra e sui denti lasciandoli indenni.

In evoluzione ogni cosa deve essere compatibile con la vita. Anche nelle dipendenze. La mancanza di tale compatibilità porta alla morte. Nelle dipendenze l’incompatibilità con la vita arriva molto dopo l’incompatibilità sociale. E’ per questo che le dipendenze possono durare molti anni.

Negli animali sono stati condotti numerosi esperimenti per verificare il funzionamento delle dipendenze. E’ stato notato come certe specie di topi arrivino ad autosomministrarsi la morfina (tramite delle pressioni su una leva appositamente costruita) fino alla morte.

Ognuno di noi ha delle dipendenze, che siano dal caffè o dalla persona amata. Il danno psicologico subentra nell’eccesso.

Gli oppiodi sono neurotrasmettitori già presenti nel cervello dei mammiferi. Sostanzialmente producono sensazioni di piacere. Alleviano il dolore ed il morso della fame e del freddo.

E’ stato notato come la vicinanza della madre alla propria prole inibisca sensazioni negative e favorisca quelle positive, mediate dagli oppioidi endogeni (cioè prodotti dal corpo).

Le sensazioni di piacere di questo tipo sono stimolate dalla presenza di parenti rispetto a non parenti. Ovvero trovarsi in un clima di sicurezza produce sensazioni di calma e quiete piacevoli. Queste sono accentuate se si è in presenza di persone con le quali sono in corso relazioni affettive importanti e positive.

Queste sensazioni sono mediate dagli oppioidi e da alcuni sistemi affettivi primari (reti neurali esistenti nel mesencefalo) che mediano i comportamenti di separazione e attaccamento nei mammiferi (tali sistemi sono presenti in tutti i mammiferi, a vari livelli di complessità. Negli umani si presume il livello più alto).

L’uso di oppiacei va ad alterare il funzionamento di tali sistemi, determinando i comportamenti tipici delle dipendenze (addictions) da oppiacei.

Classicamente si riteneva che le vie ascendenti dopaminergiche, specialmente i sistemi mesolimbico/mesocorticali che proiettano afferenze dall’area tegmentale ventrale allo striato ventrale o al nucleo accumbens e la corteccia prefrontale, mediassero semplicemente le sensazioni di piacere edonico.

Molto più semplicemente: queste aree determinano la ricerca del piacere e l’evitamento del dolore.

Oggi sappiano che le cose sono più complesse. Queste aree mediano sia la ricerca del piacere, guidando anche i comportamenti sociali che conducono a rapporti, relazioni ed azioni sociali che producono sensazioni piacevoli. Motivo per cui l’impatto delle droghe su queste aree determina un cambiamento comportamentale (ma anche di pensiero e linguaggio) proprio nei rapporti sociali.

Le aree colpite mediano anche i rapporti sociali e affettivi, la loro costruzione e separazione. Ciò vuol dire che gli stessi meccanismi alla base delle dipendenze da sostanze possono essere responsabili delle dipendenze affettive.

In questi casi la presenza della persona “amata” genera quelle sensazioni piacevoli che pertanto impediscono la separazione. È molto probabile che i meccanismi implicati nelle dipendenze da oppiacei siano gli stessi implicati nelle dipendenze affettive.

E’ stato notato su modelli animali come le variazioni e le modulazioni degli oppiacei in queste aree cerebrali sia attivata anche dalla presenza/assenza di relazioni sociali. In particolare tale effetto sembra più potente quando tali figure sono accomunate da legami di parentela.

In altre parole la vicinanza a persone con le quali è attiva una relazione emotivamente importante produce piacere. Si parla di dipendenza affettiva quando, dopo la separazione con la persona amata (che sia partner o familiare o amico/a), diventa difficile riconquistare un equilibrio affettivo.

La persona affettivamente dipendente sta male quando è lontana dalla persona amata, si crea fantasie che inducono dolore, si prefigura la rottura definitiva della relazione, tende a contattare la persona amata in modo eccessivo. Pur sapendo che è eccessivo continua, poiché la rassicurazione che ne riceve la fa stare meglio per un po’.

Nelle prime fasi di innamoramento questo meccanismo è normale. Come già scritto altrove una parte di dipendenza è naturale nella vita di chiunque. Aiuta a costruire rapporti affettivi, a dare importanza a certi legami anziché altri. E’ l’eccesso, la perdita di controllo, che indica l’inizio di una dipendenza.

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