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Crisi economica e disagio familiare

Crisi economica e disagio familiare

Crisi economica e disagio familiare

In questo articoli andiamo a vedere alcuni aspetti di che mettono in relazione crisi economica e disagio familiare.

Lo stress è una normale risposta di adattamento dell’organismo all’ambiente. Il volto positivo dello stress è l’eu-stress, cioè quando siamo capaci di superare una situazione, il volto negativo dello stress è il di-stress psicologico. Quello che, potenzialmente, è all’origine del disagio psicologico.

Una dosa di di-stress fa parte dell’esperienza quotidiana. Ci sono condizioni che l’aumentano notevolmente, predisponendo e/o favorendo il disagio psicologico.

Le condizioni che predispongono a forti di-stress sono fondamentalmente 3:

  1. mancanza di alternative

  2. mancanza di supporto

  3. incapacità di comprendere la situazione

Tutte le persone che vivono una condizione di di-stress, nella vita privata o sul lavoro, si descrivono come “incastrate” nella situazione (criterio 1); nessuno può dargli realmente una mano (criterio 2); non hanno una capacità di razionalizzare la situazione in cui vivono coerente o stabile nel tempo (criterio 3).

A livello sociale esistono alcuni fattori capaci di alimentare queste condizioni su grande scala.

Vediamo come la crisi economica attuale può influenzare la condizione psico-sociale. Prendiamo a esempio 2 fattori rilevanti apparentemente separati l’uno dall’altro.

1. Il calo del potere di acquisto

2. l’aumento di separazioni e divorzi in Italia

Il calo del potere di acquisto è un fattore importante in quanto impoverisce le famiglie. Lentamente le persone si trovano a vedere il proprio stile di vita ridotto, ristretto. Le distrazioni, soddisfazioni e possibilità precedenti si riducono progressivamente, costringendo la coppia a forme di organizzazione più efficaci per fare fronte alle emergenze che sempre più spesso bussano alla porta. Quello che stiamo vivendo oggi è il calo del potere di acquisto più consistente dall’inizio del nuovo millennio.

Come reagiscono le famiglie a questa situazione?

Le famiglie che hanno un buon funzionamento, dove il rapporto è connotato da ruoli elastici e flessibili, capacità di ascolto e sostegno reciproco, abilità comunicative (saper litigare, leggi il decalogo) affrontano meglio le difficiltà e si mostrano capaci di intensificare il rapporto anche in questi frangenti.

Le famiglie che hanno dei non detti, ruoli rigidi anche se non esplicitati, dove la capacità di sostegno è venuta meno, l’empatia scarseggia e l’ascolto è ridotto, tendono a soffrire maggiormente situazioni come questa, mostrando tutte le difficoltà nella gestione familiare (economica ma anche emotiva) e favorendo così il crearsi di situazioni apparentemente insuperabili.

Non è un caso che si registri, in Italia, un dato di cui i media parlano poco, cioè l’aumento di separazioni e divorzi (fonte istat). Le difficoltà economiche impediscono la separazione, costringendo i partner ad una convivenza forzata che inasprisce i rapporti, fino a produrre situazioni difficili da gestire. Questo genera una coonflittualità familiare all’interno della quale è difficile trovare serenità per sé ed i figli.

Le conseguenze possono essere di 3 tipi:

  1. I partner imparano ad affrontare i momenti difficili, dando importanza alle cose giuste e trovando nuovi modi di stare insieme e comunicare

  2. I partner si sopportano, perchè una separazione o soluzioni alternative ad essa sono troppo onerose

  3. I partner si separano perchè arrivano prima e più rapidamente al punto di rottura della relazione

Come prevenire il peggio?

Purtroppo l’idea dello Psicologo è quella dello strizzacervelli che cura i matti. Anche oggi qualcuno mi ha detto “io vengo da lei ma non perchè sono matto”. Quindi la maggior parte delle persone giunge nello studio del professionista quando la strada è già franata, chiedendo di recuperare situazioni spesso irrecuperabili.

La strada migliore è quella di trovare il coraggio di chiedere aiuto, tramite una buona mediazioni familiare fatta da uno psicologo, meglio se anche psicoterapeuta, al fine di intraprendere la giusta traiettoria evolutiva di coppia.

 

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