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Cambiare il proprio stato emotivo

Cambiare il proprio stato emotivo

Cambiare il proprio stato emotivo

Per molti sembra impossibile cambiare il proprio stato emotivo a comando, quando se ne ha bisogno o si desidera. Certamente è piuttosto interessante quest’idea diffusa perché pone notevoli limiti all’esperienza emotiva.

Instilla l’idea sbagliata che gli stati emotivi dipendano totalmente dall’esterno. Se una persona ti offende ci resti male, magari deluso, offeso o arrabbiato. Come se esistessero risposte tipiche a esperienze tipiche. Eppure tutti noi abbiamo visto qualcuno reagire in un modo diverso, prendendola con umorismo o leggerezza. Per quale motivo non dovremmo imitare chi fa così?

Affrontare la vita con umorismo e leggerezza è un buon modo per affrontare lo stress, per stare bene, sorridere, essere capaci di dare amore anche nei momenti più difficili.

La programmazione neurolinguistica insegna molti metodi per farlo, l’ipnosi e l’autoipnosi anche, alcune forme di psicoterapia pure. Tutti, però, si raccomandano di andare da un professionista quando, a mio parere, sperimentare gli esercizi di base va benissimo anche da soli. L’importante è avere le idee chiare e concentrarsi. In mancanza di queste cose sarà più difficile e meno chiaro ciò che stai facendo. Essere disattenti e avere le idee confuse sono strategie ottime per imparare pochissimo!

  1. Ricorda un episodio in cui hai provato uno stato d’animo desiderabile
  2. Chiudi gli occhi e ricrea nella tua testa l’immagine che vedi, nei dettagli. Forme e colori. Suoni
  3. Ascolta le sensazioni piacevoli che questa immagina ti induce
  4. Quando ti accorgi delle sensazioni positive seguile, ingrandiscile più che puoi
  5. Adesso riapri gli occhi portando con te queste sensazioni
  6. Richiudi gli occhi e sperimenta di nuovo le sensazioni
  7. Prova a rievocare le sensazioni ad occhi aperti

Noterai che un cambiamento c’è sempre, è possibile aumentarlo e renderlo più semplice, immediato ed è utile in moltissimi casi differenti.

Una delle prime esperienze che ho fatto con questo metodo riguardava il coraggio. Quello stato di serenità che si prova nel portare le proprie idee e azioni avanti, con convinzione. Ho un ricordo nitido in proposito, una vera risorsa. Avevo timore nel proporre questi metodi nel mio approccio psicoterapico, ero molto legato a chi mi aveva fatto da mentore in questo universo e non amava questo genere di metodi.

Ho avuto bisogno di rievocare quello stato mentale ogni volta che facevo un intervento pubblico, oppure che conducevo un gruppo o facevo una seduta di psicoterapia. Mi ha permesso di sperimentare cose per me nuove e sicuramente efficaci con molta disinvoltura, ottenendo risultati di molto superiori a quelli che ottenevo prima.

Condizionarsi in questo modo permette di focalizzare la mente su ciò che ti aspetti da te stesso, riuscendo a raggiungerlo molto più velocemente. Quando impariamo a far rispondere il nostro inconscio come desideriamo sperimentiamo quel senso di spontaneità che tanto apprezziamo. In noi e negli altri!

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