Dr Massimo Giusti

Cambiare il passato per essere liberi dai condizionamenti

Cambiare il passato per essere liberi dai condizionamenti

Sapevi di poter cambiare il passato? Immagina di tornare indietro nel tempo, quali eventi sceglieresti per cambiare il tuo passato?

Forse quella volta in cui hai lasciato la persona giusta, o quella in cui avevi bisogno di un bell’incoraggiamento per proseguire.

Sono sicuro che qualcuno tornerebbe indietro dicendo di non sposarsi, perché quella è la persona sbagliata!

Alcuni probabilmente sceglierebbe qualcosa di diverso, come vivere più intensamente quei momenti con chi sta per andarsene, ma ancora non lo sapevi.

In modo da conservare un ricordo migliore!

Sappiamo che questi eventi ci segnano, nelle emozioni, nelle azioni e nei nostri pensieri. Ci hanno insegnato che non possiamo farci niente, che è così che funziona, che non possiamo cambiare la nostra storia. Ma ne sei proprio sicuro?

Pensaci bene, dove stanno i tuoi ricordi? Nella testa ovviamente, è lì che si formano le connessioni neurali necessarie a far ricordare le cose. Alcune connessioni sono più forti e altri meno, così che alcuni aspetti del tuo ricordo siano più importanti ed altre meno.

Ma come fa il cervello a decidere a quali parti del tuo ricordo dare importanza?

Carl Gustav Jung ed Erich Fromm avevano già compreso l’importanza della cultura e della società sul nostro modo di vivere e pensare. Noi siamo cresciuti in una cultura che glorifica il dolore. Basta leggere un quotidiano, ascoltare un notiziario o scorrere un blog di informazione per rendersene conto. Ovunque si parla di guerra, crisi, conflitti, morte, stupro, sofferenza, an sia e depressione.

Questo bombardamento continuo avviene in ogni istante, ogni volta che sottoponiamo la nostra mente alle finromazioni dei mass media. Così, quando qualcosa di doloroso accade, la nostra mente sa già a cosa dare importanza, è educata a farlo. Metterà in evidenza il dolore, la mancanza, la depressione, la tristezza, il conflitto, l’ansia, il problema, la sofferenza. In secondo piano finiranno l’apprendimento, il coraggio, la forza, l’autostima. Tutto ciò che serve a farci migliorare e crescere.

Molte persone che vengono in terapia da me lo fanno perché il passato le ha ferite e vogliono superare questo dolore!

Altre lo fanno perché si sentono strane. Soffrono, ma non si crogiolano nel dolore, stanno male ma non cercano continuamente una spalla su cui piangere. Sono circondati da persone che vorrebbero vederli piangere e soffrire, non riescono a confidarsi con nessuno perché il loro modo speciale di provare dolore non sembra comune. Si sentono strani. Sono persone resilienti, che sentono il dolore ma cercano tutto ciò che le può aiutare a migliorare e crescere.

Sono poche le persone spontaneamente libere da questi condizionamenti di massa, la maggior parte deve imparare a liberarsi da sola. Un buon modo per farlo è quello di cominciare ad usare la mente in modo consapevole.

Prova con queste domande, è un inizio, un buon inizio.

1- Cosa imparo da questa esperienza che mi è accaduta?

2- Come posso applicare ciò che ho imparato nella vita di tutti i giorni?

3- Come posso affrontare costruttivamente questo momento difficile?

Sono domande che nessuno ti ha insegnato, nessuno ti ha detto che sono importanti, né alle elementari e neanche all’università. Eppure sono queste le domande che fanno la differenza.

All’inizio è strano, perché non le hai mai fatte prima. Piano piano scopri che ti aiutano a superare i momenti difficili e col tempo diventa una sana abitudine per il tuo benessere.

Siamo abituati a credere che il dolore sia immutabile, duri per sempre, che quando stai male soffri e basta. Ma sei sicuro che le cose stiano proprio così?

Sembra di vivere in una società che si manipola inconsapevolmente, impedendo alle persone di scoprire il proprio vero potenziale, concentrandoci tutti quanti sulla sofferenza anziché su come usare le esperienze della vita, anche le più dolorose, per migliorare e crescere.

Inizia adesso il tuo cammino verso la libertà!


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