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5 motivi per cui la postura influenza l’umore e 1 esercizio per farlo

5 motivi per cui la postura influenza l’umore e 1 esercizio per farlo

5 motivi per cui la postura influenza l’umore e 1 esercizio per farlo

5 motivi per cui la postura influenza l’umore e 1 esercizio per farlo

 

Sappiamo che il comportamento non verbale dice molto su di noi e il nostro stato d’animo. Possiamo sostenere con un certo margine di certezza che il petto in fuori e le spalle arretrate indicano sicurezza, atteggiamento visibile in molti esperti comunicatori e leader.

Sappiamo che esistono svariati tipi di sorriso e che distinguerne uno vero da uno fasullo richiede l’osservazione degli occhi. La maggior parte di noi osserva le labbra e i denti (vedi le foto nelle pubblicità che riportano immagini di denti lucenti) per giudicare la sincerità di un sorriso, lasciando alla propria visione periferica (che osserva gli occhi) decidere sulla sincerità di chi abbiamo di fronte.

Molto meno, invece, sappiamo di quanto questi tratti esteriori influenzano il nostro umore. In qualche modo riteniamo, come vittime di un incantesimo, che l’umore possa essere trasmesso al corpo e che il corpo non possa trasmettere niente.

Le cose non stanno proprio così, sebbene sia insufficiente mimare un bel sorriso per essere felici o arretrare le spalle per diventare sicuri il nostro corpo è capace di influenzarci significativamente. Più esattamente la postura necessita di consapevolezza affinché il nostro corpo diventi capace di influenzarci. Moltissimi metodi utilizzati in ambito posturale (feldenkrais o thai chi, ma anche lo yoga e altri strumenti di comune uso in fisioterapia e educazione posturale) si basano proprio su questo aspetto, assumersi la responsabilità della propria postura per stare meglio.

Ecco 5 motivi (e 1 esercizio) per cui la postura influenza l’umore

Il corpo parla agli altri

Poiché l’aspetto esteriore riflette almeno in parte il nostro stato interiore, e poiché questo è perlopiù un tipo di comunicazione inconsapevole, le altre persone si relazioneranno a te in base a come ti vedono. Quanto spesso diciamo “ti vedo bene” intendendo dire che la persona che hai di fronte ti sembra in uno stato positivo? Fa in modo di trasmettere agli altri come vuoi essere trattato e per farlo hai bisogno anche del tuo corpo

Il corpo parla a te stesso

Il tuo corpo non è soltanto una forma di comunicazione per l’esterno ma anche e soprattutto per l’interno. Impara a riconoscere il modo in cui ti muovi e le posture che adotti in certi stati d’animo. Tutti noi abbiamo una certa consapevolezza corporea in ogni momento. Se ti soffermi ad ascoltarti noterai che in questo momento hai un certo umore, sei più consapevole di certe parti del corpo e molto meno di altre (come per esempio il tuo gomito sinistro, il mignolo destro o l’interno delle ginocchia). Impara a riconoscere quali posture riflettono il tuo umore e quali parti del corpo sono in primo piano, quali invece in secondo piano (cioè le parti del corpo di cui sei meno consapevole).

Le espressioni del volto parlano

A quanto pare il nostro volto è capace di comunicare molto bene la Rabbia, la Paura, la Sorpresa, il Disgusto, la Felicità e la Tristezza. Sei emozioni (o famiglie di emozioni) che sono trasmesse dalle varie combinazioni che possono assumere i muscoli del volto. Anche queste come altre parti del corpo sono informazioni trasmesse e ricevute inconsapevolmente. Riconosci le tue espressioni. Inutile fingere di essere felici se siamo tristi, ma possiamo indurci uno stato emotivo molto facilmente. Lo stesso Paul Ekman sostiene di avere cinque ricordi per ogni stato emotivo che vuole indursi in varie situazioni. Ci vuole impegno ma funziona e puoi farlo anche tu. Lui utilizza questi ricordi per situazioni specifiche come parlare in pubblico o fare un colloquio con persone che lo disturbano. Prima di queste esperienze dedica alcuni minuti a immergersi in un ricordo specifico che gli induce uno stato d’animo specifico. Con questa tecnica migliora il suo umore durante la prestazione e riesce a trasmettere emozioni più sincere e costruttive.

La postura è una forma di ripetizione

Moshé Feldenkrais sosteneva che la postura sia una sorta di dipendenza, una specie di ripetizione di se stessi abitudinaria, che riproponiamo ossessivamente. Così come qualsiasi altra forma di abitudine dobbiamo imparare ad essere flessibili anche in questo, cambiando il nostro modo di essere come di camminare o pensare o sedersi. Per osservare queste cose è necessario rivolgersi a quei contesti dove sono più evidenti. Per esempio in certe situazioni patologiche possiamo notare posture che si assomigliano moltissimo. Un esempio estremo, ma emblematico, di questo processo, riguarda le vecchie istituzioni manicomiali. La catatonia è considerato un sintomo della schizofrenia. Consiste nell’immobilità del soggetto, anche per ore o giorni, nella stessa identica postura. Con la chiusura dei manicomi questa forma sintomatica è andata quasi scomparendo del tutto. Il cambiamento di contesto ha portato a non regredire così tanto da sviluppare una sintomatologia psichiatrica (e posturale) così evidente e limitante. Fortunatamente la maggior parte di noi non si pone il problema della catatonia, consiste in un esempio chiaro ed evidente del collegamento che sussiste tra mente, corpo e ambiente. Acquisire flessibilità nella postura è un modo per acquisire flessibilità nel carattere. Ho conosciuto attori che recitando perdevano la paura dell’altezza, per esempio.

La postura può far male alla salute

Esistono posture più adeguate e posture meno adeguate. Per meglio dire esistono posture che fanno male e altre che fanno bene. L’Educazione Posturale, la pratica di Yoga o Thai Chi sono alcuni dei metodi utili per diventare consapevoli del nostro corpo, comprendere cosa ci sta comunicando e migliorare il rapporto con noi stessi.

1 esercizio per provare

Quando facciamo la doccia alcune parti del corpo sono bagnate mentre altre in certi momenti non sentono l’acqua che scorre. Allo stesso modo quando siamo immersi in uno stato emotivo alcune parti del corpo ne sono immerse mentre altre sono asciutte, cioè non sono coinvolte in quell’emozione specifica.

1) Sposta la tua attenzione sul corpo e osserva quali parti sono in primo piano. Per esempio potresti sentire una certa tensione al collo o la nuca

2) Accorgiti delle parti del tuo corpo in secondo piano, qcioè fuori dal campo dell’attenzione. Potrebbe essere un polso, un gomito, un ginocchio o qualsiasi altra

3) Sposta la tua attenzione esclusivamente su queste parti per 1 minuto

4) Accorgiti di come cambiano le tensioni nel tuo corpo (per esempio potresti sentire la tensione al collo affievolirsi) e come questo abbia delle influenze sul tuo stato d’animo (per esempio potresti sentirti leggermente più sereno e rilassato)

Provare questo esercizio più volte fino a padroneggiarlo aumenta la consapevolezza corporea e permette di cambiare stato emotivo più facilmente. E’ un ottimo modo per superare il fenomeno della cattura emotiva, o fase refrattaria, durante il quale la persona è assorbita da uno stato emozionale e trova difficoltà ad uscirne (per esempio dopo una lite con il partner potremmo avere bisogno di rilassarci prima di fare un colloquio di lavoro).

 

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