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4 strategie che usa il cervello per valutare le informazioni

4 strategie che usa il cervello per valutare le informazioni

4 strategie che usa il cervello per valutare le informazioni

Quando veniamo a conoscenza di qualcosa facciamo una scelta molto semplice: Mi interessa/Non m’interessa

Cioè scegliamo di approfondire la notizia se per qualche motivo la troviamo interessante. Una volta approfondita la valutiamo. Cioè riteniamo che è una buona notizia, brutta, affidabile, importante eccetera. Cose di questo genere.

Chiedendo a qualcuno su quali elementi basa la sua valutazione personale noterai che alcuni ritengono di avere un buon grado di lettura, ritenendo di saper riconoscere da soli se è importante o interessante o vera. Alcuni diranno che si informano solo su ciò che li interessa. Se gli chiedi quanto influenza le convinzioni scoprirai che le influenza poco, le persone sono pensatori autonomi e indipendenti e anche se ogni tanto cadono in qualche fake news si pensano abbastanza liberi.

A quanto pare tutte queste cose non sono vere! La mente conscia sembra fare valutazioni che non sono vere. Il nostro cervello tende a “ragionare” in un modo differente. Come se si ponesse 4 domande con risposta SI/NO.

La ricerca autorevole è questa:Misinformation and Its Correction:Continued Influence and Successful Debiasing
Stephan Lewandowsky,, Ullrich K. H. Ecker,, Colleen M. Seifert, Norbert Schwarz, John Cook
University of Western Australia, University of Michigan, University of Queensland

La riassumo brevemente.

Il cervello umano utilizza dei parametri “nascosti” per valutare un’informazione. Quando questi parametri risultano soddisfatti essa può creare convinzioni anche erronee che sono molto difficili da sradicare, perché i parametri reali che il cervello usa sono più potenti della dimostrazione dei fatti!!!

La prima cosa che fa il cervello è chiedersi:

1- Questa informazione è compatibile con le cose in cui già credo?

Se sei ateo e leggi qualcosa sulla religione e l’affermazione dell’esistenza di Dio la risposta è NO! Per cui il tuo cervello tenderà a dargli meno valore. Nel caso contrario sarai più propenso a dargli valore. In altre parole valuta il valore dell’informazione sulla base dei pre-concetti.

2- La storia è coerente?

Per quanto incredibile il nostro cervello apprezza di più una bugia coerente che una verità incoerente. Per cui se la risposta è SI, ecco che aggiunge un ulteriore tassello di valore a ciò che stai leggendo.

3- Proviene da una risorsa credibile?

Il tuo cervello assegna maggior valore a informazioni che provengono da fonti che ritiene credibili. Leggi bene ciò che ho scritto: fonti che ritiene credibili e NON fonti realmente credibili. E’ il motivo per cui esistono i testimonial. Se un calciatore famoso ti dice di comprare una cosa gli credi di più rispetto al vicino di casa antipatico. Indipendentemente dal fatto che sia il vicino antipatico a darti il consiglio migliore o peggiore.

 

4- Le altre persone credono a questa informazione?

Se altre persone nella tua cerchia di conoscenze credono a questa informazione il tuo cervello aggiungerà valore e tu penserai che l’informazione è credibile.

 

Pensaci bene, la spiegazione evolutivamente è razionale. Per centianaia di migliaia di anni le specie umane hanno vissuto in piccoli gruppi in cui ognuno doveva svolgere un ruolo per sé stesso e la comunità. Le strategie di sopravvivenza venivano apprese con l’esperienza e tramandate nel gruppo. Cambiare una strategia di sopravvivenza era ben pericoloso. Per cui era necessario sapere se qualcosa di nuovo era compatibile con le conoscenze che già avevi (prima domanda). Inoltre era necessario che l’informazione fosse piuttosto intuitiva e immediata, e queste sono cose tipiche della coerenza (seconda domanda). In terzo luogo è necessario che l’informazione provenga da una fonte autorevole. Ho imparato questa tecnica di caccia da uno bravo? (terza domanda). Altra cosa necessaria è che lanche altri credano all’informazione, se tutti mi dicono che quella tecnica di caccia non funziona forse NON funziona (quarta domanda).

La nostra evoluzipne, però, negli ultimi 150 anni (e negli ultimi 60 in particolare) ha subito un accellerazione notevole. Sappiamo più cose, abbiamo più tecnologia, manipoliamo quasi tutte le risorse del pianeta, utilizziamo una quantità di utensili impressionante (da svariate decine di poche migliaia di anni fa a tutto ciò che ci circonda oggi). Il nostro cervello non si è adattato così rapidamente alle novità che abbiamo creato e dunque continua ad utilizzare in modo preponderante le informazioni che hanno garantito alle specie umane di sopravvivere così a lungo anche se non sono più strategie adatte all’ambiente che ci circonda.

 

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