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3 modi di reagire ad un evento difficile!

3 modi di reagire ad un evento difficile!

3 modi di reagire ad un evento difficile!

3 modi di reagire ad un evento difficile!

Quando Lou Holtz (e non solo lui) ha scritto che il 10% dipende da cosa ti succede, il 90% da come reagisci, ha imposto una sfida nel suo lettore: trovare più modi di reagire ad un evento difficile.

Capita di trovarci in difficoltà, con i figli, sul lavoro, in autostrada. La scienza ci ha spiegato che esistono tre modi di reagire agli eventi:

  • La reazione di attacco. Eè tipica di chi fronteggia l’esperienza, di chi passa subito all’azione
  • La reazione di fuga. E’ tipica di chi evita, si allontana
  • La reazione di congelamento. E’ tipica di chi si blocca

Sono sicuro che conosci persone che hai visto reagire in tutti e tre i modi. Ma anche se la scienza ci ha spiegato che questi tre modi fanno parte del nostro repertorio evolutivo sono tutte e tre sempre utili?

Vediamo di trovare delle applicazioni pratiche da aggiungere alla personale cassetta degli attrezzi che teniamo in caso si rompa un tubo o si scolli una piastrella di casa.

La reazione di congelamento è quella tipica della persona che si blocca. Durante l’estate mi sono ritrovato per puro caso in un luogo paradisiaco della Catalunya. Un arenile fantastico circondato dal mare sul delta dell’Ebre. Un luogo soggetto ad allagamenti. La ruota del mezzo che avevamo è rimasta piantata nella sabbia. Mentre scavavo mi sono reso conto che chi era con me si era bloccato. Le persone che si bloccano lo fanno per paura. L’ansia aumenta, i pensieri si inceppano e hanno bisogno di comando specifici e chiari, pronunciati con voce assolutamente ferma e decisa, non urlata.

Immagina una rapina in banca. Il rapinatore esperto dice esattamente cosa fare, sa che in questo modo ha più probabilità di ottenere ciò che vuole. Quello inesperto gestisce male la paura e sfoggia la pistola per rassicurarsi, fatti capire che è pericoloso. Ottiene esattamente questo risultato “bloccando” le persone che vedendo la pistola e il suo nervosismo si spaventano.

Durante un attacco terroristico la polizia incontra delle persone per strada. Le guarda e gli dice esattamente cosa fare: in genere di chiudersi in casa, in un ristorante o andare in una direzione precisa.

Quando qualcuno si blocca ha bisogno di comandi chiari, precisi e decisi!

La persona bloccata dalla paura è in trance, se gli dai un comando tende ad eseguirlo senza rifletterci sopra. Magari non è un comando intelligente ma serve ad evitare il panico, che è ben peggiore della stupidità quando c’è un’emergenza.

Su quella spiaggia ho iniziato a dare comandi precisi, chiari, decisi! Non facevano le cose che gli dicevo in modo perfetto ma dacevano qualcosa, cioè si distraevano dalla paura.

Chi si blocca ha bisogno di obviettivi precisi, chiari, decisi!

La reazione di congelamento è quella dell’opossum, che si finge morto davanti ad un predatore. Ma l’opossum rallenta il battito cardiaco, rallenta il metabolismo, sembra morto! I predatori non sono spazzini, non amano la carne già morta. Evolutivamente ci è servita, oggi non sempre è così!

La reazione di attacco. Chi reagisce si da degli obiettivi da solo. Agisce. Concentrandosi sull’obiettivo ti distrai dall’ansia e se non fai perfettamente le cose utili almeno fai qualcosa di utile. Su quella spiaggia molti si sono bloccatti. Ho visto persone raccogliere sassi da mettere sotto le ruote, scavare binari nella sabbia per facilitare la discesa del veicolo fino alla strada, usare tappetini delle auto per creare attrito. Tutti hanno funzionato. Nelle situazioni di emergenza non hai bisogno di fare il meglio, hai bisogno che funzioni! Ci possiamo salvare in molti modi diversi!

Queste persone appaiono calme ma non lo sono realmente. La calma perfetta non esiste e nell’emergenza non è neanche raccomandabile! Serve fare qualcosa.

La reazione di fuga. Hai visto molte scene in tv di attentati o eventi catastrofici. In alcuni casi la massa di persone è fuggita in reazioni incontrollate. Scappare in massa genera panico. Un tempo, nella savana, vedevamo il leono o la pantera e scappavamo sull’albero. Poi, con la deambulazione perfetta, scappare sull’albero era più difficole perché abbiamo smesso di rifugiarci sugli alberi. Se scappi davanti al leone pensa che sei una preda e ti insegue. Ci sono bellissimi filmati su youtube, uno riguarda un indiano attaccato da 4 tigri. Si, 4 TIGRI! Le ha aggredite. Ne è uscito ferito e sconvolto, ma VIVO! Con 4 TIGRI!

E’ comunque una reazione utile in certi casi, nella maggior parte delle volte è però incontrollata!

Per cui:

1- Datti degli obiettivi

2- Dai degli obiettivi

3- Agisci

Se un rapinatore ti punta la pistola agire significa eseguire ciò che dice. Se è nervoso significa dire: ok, dimmi cosa vuoi che faccia e farò tutto il possibile per farlo.

Se resti bloccato nella sabbia durante un allagamento Agire significa scavare tanto e creare attrito sotto le ruote.

Quando dai gli obiettivi sii chiaro, preciso, deciso! Con voce ferma di: Vai a prendere una torcia sotto il sedile posteriore destro. Non basta dire Vai in macchina o vai a prendere una torcia. Sii preciso. Dillo con voce ferma, come se sapessi cosa stai facendo.

Darti degli obiettivi significa fare azioni utili al risultato. Nel mio caso: Scava; Crea attrito; Monta in macchina e prova se funziona. Scava di nuovo, ricrea attrito e riprova se funziona. Ed ha funzionato! Siamo usciti tutti dalla sabbia e siamo andati a berci una birra per festeggiare.

Ultimo consiglio, festeggia il successo o che il peggio è passato! Creerà un ricordo positivo che compenserà almeno in parte la paura che hai sperimentato!

Ciò che intendeva Lou Holtz è che un evento accaduto non lo puoi cambiare, ma il tuo modo di affrontarlo si e se troverai una soluzione sarà dovuto a questo!

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